I ricercatori dell’Università di Aarhus in Danimarca hanno deciso di condurre un esperimento sulle cellule tumorali a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (SSI) al fine di migliorare i trattamenti per combattere il cancro e ridurre la sperimentazione animale. I preparativi erano in corso da anni e finalmente l’équipe è riuscita a far parte della terza missione di rifornimento commerciale di SpaceX-3 alla SSI,  il cui lancio è stato effettuato il 14 aprile da Cape Canaveral, in Florida.

Cellule nello spazio

Le cellule tumorali hanno la capacità di autodistruggersi; si è scoperto che questo fenomeno avviene più velocemente in assenza di gravità rispetto che sulla Terra, ma i ricercatori ne ignorano la causa. In assenza di gravità è possibile raccogliere anche degli aggregati di cellule tumorali (chiamate sferoidi tumorali multicellulari), che possono diventare un eccellente modello per i test sui farmaci anti-cancro. Questi sferoidi potrebbero contribuire a ridurre la sperimentazione animale nella ricerca sul cancro.

L’esperimento sarà effettuato su 133 cellule tumorali umane della tiroide. Si inizierà 1-3 giorni dopo l’arrivo della capsula Dragon sulla SSI. Le cellule saranno congelate chimicamente dopo un massimo di 10 giorni, mentre alcune dopo 1-3 giorni. Dopo 30 giorni, la capsula Dragone lascerà la SSI e riporterà le cellule tumorali sulla Terra. L’esperimento è completamente automatizzato e l’intera missione è finanziata dalla NASA.

Secondo i ricercatori la microgravità è uno strumento prezioso per esplorare nuovi obiettivi nella terapia anticancro e, per alcuni aspetti, può essere simulata sulla Terra.

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