Le catastrofi naturali sono di quegli eventi che, in pochissimo tempo, possono distruggere tutto ciò che si trova nei dintorni. Valanghe, eruzioni vulcaniche o slavine di neve, sono eventi che difficilmente lasciano qualcosa di intatto. Un evento particolarmente drammatico è accaduto proprio pochissimo tempo fa nello stato di Washington dove una valanga di fango ha travolto e ucciso 41 persone. Ma questi eventi catastrofici sono davvero, ancora, incalcolabili?

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Un matematico dell’Università di Buffalo, E. Bruce Pitman, ha effettuato varie ricerche a proposito delle dinamiche di flusso dei materiali granulari che spesso si trovano in queste valanghe, costruendo dei modelli che potessero ricostruire i movimenti che avvengono durante questi eventi naturali. Afferma lo studioso che non è facile predire ogni variabile: ci sono fattori da calcolare come ad esempio le correnti gravitazionali, le quali possono spostare le eruzioni vulcaniche da un lato all’altro nell’aria, oppure dalla neve, che se presente può favorire il flusso di lava verso valle ad una velocità particolarmente elevata.

Secondo gli studiosi, dunque, vi è tutta una serie di variabili che devono essere calcolate per prevedere come le valanghe o le slavine si muovano più o meno velocemente: non solo, infatti, sono da conoscere i materiali dai quali sono composte queste valanghe, ma la loro velocità di flusso dipende anche dal materiale che si ritrova sul terreno sul quale esse scivolano, oltre, ovviamente, alle condizioni climatiche della zona.

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