La scienza ha spesso risolto gravi problemi che, negli anni, hanno afflitto l’umanità. Ma il compito che essa si è prefissata questa volta è particolarmente gravoso, ossia quello di eliminare l’estrema povertà, entro il 2030, attraverso l’utilizzo di soluzioni basate sulla tecnologia. A tal proposito, negli scorsi giorni sono arrivati due annunci, dagli USA e dal Regno Unito, circa la formazione di due organizzazioni che proveranno l’epica impresa.

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Il 3 aprile, la US Agency for International Development (USAID) ha svelato il Global Development Lab., il quale, lungi dall’essere un laboratorio nel vero senso della parola, sarà un’organizzazione con lo scopo di eliminare l’estrema povertà entro il 2030 grazie alla tecnologia: questa iniziativa metterà insieme accademici, privati, organizzazioni governative e ONG per provare strumenti tecnologici per combattere la povertà.

Solamente una settimana prima, invece, era stato il Regno Unito ad annunciare la creazione di Newton Fund, una organizzazione creata per migliorare la ricerca circa le capacità di crescita di paesi come il Brasile, l’India e il Sud Africa.

Lo scopo di entrambe le organizzazioni è quello di creare un nuovo mercato globale dell’innovazione. Il progetto è infatti quello di realizzare infrastrutture, supportare il sistema scolastico e quello della salute così da aiutare la scienza a rifiorire e la tecnologia a evolversi.

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