Il batterista che suona con tre braccia. VIDEO.
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Gli amanti del rock venerano Rick Allen, il virtuoso batterista con un braccio solo della band britannica Def Leppard. Tyler White, studente e batterista, suona con un braccio in più! Non è il risultato di un esperimento chirurgico andato male, ma un braccio robotico che si attacca alla spalla del musicista.

Questo braccio robotico è stato sviluppato dal team di Gil Weinberg, direttore del Centro tecnologico della musica della Georgia Institute of Technology (USA) con l’obiettivo di spingere i limiti della specie umana. Il terzo braccio fornisce un’esperienza molto più ricca e creativa, consentendo al batterista di suonare su diversi tamburi contemporaneamente, potenziando le sue capacità creative, che, in altro modo, non sarebbe possibile.

Nel video qui sotto potete vedere il terzo braccio in azione mentre tiene il tempo e si cimenta in una serie di posizioni sulla batteria: è perfettamente coordinato con i movimenti delle braccia umane del batterista.

Il braccio robotico è completamente autonomo. Sa come suonare ascoltando semplicemente la musica. E’ anche in grado di improvvisare e di adattarsi al ritmo che capta. Ad esempio, se il musicista suona lentamente, il braccio rallenta il suo tempo. Se il batterista accelera, il braccio suona più veloce.  Il robot ha imparato come si muove il corpo umano e, in base al movimento, percepisce che cosa ha intenzione di fare il batterista il momento successivo. Sa dove sono i tamburi, dove sono le braccia di colui che suona e in quale direzione esse si muovono. E si muove naturalmente, con gesti intuitivi perché è stato programmato partendo dalla tecnologia di cattura del movimento umano. Così, secondo Weinberg: “La macchina impara come muovere il nostro corpo e può aumentare e completare la nostra attività. Essa diventa una parte di noi stessi.”

Il team di ingegneri ha in programma di andare oltre, collegando il braccio all’attività cerebrale del musicista, misurata attraverso un elettroencefalogramma. L’idea è di fare in modo che il robot reagisca quando il batterista pensi semplicemente a cambiare il tempo.

E domani, un quarto braccio?

Anche se questa tecnologia apre nuove prospettive ai musicisti, non dovrebbe essere riservata ai soli artisti. Secondo Weinberg, il terzo braccio potrebbe, ad esempio, assistere un medico durante un’operazione passandogli gli strumenti o ancora aiutare i tecnici durante dei lavori di riparazione. E potrebbe essere solo l’inizio. Tre braccia vanno bene. Ma quattro, non sarebbero ancora meglio? La scienza, si sa, non ha limiti! Ma rimane un mistero: il prezzo. Infatti, Gil Weinberg non comunica il costo di questo braccio.

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