Dopo l’uragano Katrina, che lasciò in ginocchio New Orleans nel 2005, il secondo più devastante tornado mai visto negli USA è stato Sandy, che nel 2012 colpì New York. I danni furono davvero ingenti: si conta che ci vollero oltre 70 miliardi di dollari per risistemare la città. Molte persone morirono e migliaia di altre rimasero senza casa. Adesso, però, pare che il governo statunitense voglia correre ai ripari, progettando la città in maniera tale che essa sia protetta ed efficiente per evitare un’altra catastrofe del genere.

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Le conseguenze che lasciò Sandy a New York aprirono il caso sulla inadeguatezza della città nell’affrontare catastrofi naturali come quella che si era appena verificata. Così, il governo ha varato un piano aprendo una competizione per la “ricostruzione” della città secondo un nuovo approccio. L’idea è quella di riprogettare New York secondo una filosofia totalmente diversa, e tutte e sei le società vincitrici hanno in comune un approccio molto più “green” e “blue” per quanto riguarda le infrastrutture. Il piano in comune, infatti, è creare una città più verde che fornisca una più naturale e flessibile forma di difesa rispetto quella “grigia” dei muri.

In particolare, le società vincitrici della competizione partono dall’idea in comune di “mimare” la natura per difende la città, prendendo quali esempi la funzione assolta dal verde che protegge la costa, dalle foreste, dalla barriera corallina e dalle spiagge.

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