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Secondo un recente studio condotto dal sito Reputation VIP su un campione di pagine web, su cui é stata richiesta la de-indicizzazione, in Europa, Google ha accettato solo il 36% delle richieste di cancellazione delle informazioni personali in base al Diritto all’oblio, in materia di rimozione di risultati di ricerca

Diritto all-oblio Google rifiuta le richieste

Google avrebbe accettato poco più di un terzo delle richieste di rimozione url, contenete informazioni personali, sul suo motore di ricerca, a partire dalla fine di giugno, secondo, appunto, lo studio di Reputation VIP. L’agenzia di e-reputation ha analizzato 15.000 domande depositate in 30 paesi europei sul sito (per ora gratuito) Forget.me, aperto per aiutare coloro che desiderano esercitare il loro diritto all’oblio. A quanto pare, Google, ha concesso il diritto solo al 36% delle richieste di essere deindicizzate nei risultati di google ricerca. Si ricorda che il diritto all’oblio, sulla base della direttiva UE 1995 sulla tutela dei dati personali e sulla privacy, è in vigore in Europa, con sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, dal 13 maggio 2014

Il 59% delle richieste è stato negato da Google senza ulteriori indugi. Al 5% é stata inviata una richiesta di ulteriori informazioni. Questi risultati si applicano solo alle richieste già elaborati dal motore, sapendo che su 15.000 URL analizzati, il 53% è ancora in attesa di una elaborazione. Quando Google sentenzia un rifiuto, la motivazione più frequente (26% dei casi) é che la pagina incriminata riguarda la vita professionale dell’interessato. Seguono le pagine dove il richiedente é lui stesso l’origine della creazione (22% dei casi). Il 14% dei rifiuti sono legati a delle pagine che Google considera essere “ancora di attualità e di interesse pubblico” ed un ultimo 13% riguarda il profilo di social networking dei richiedenti…

Reputation VIP ha anche osservato che Google aveva accettato più richieste all’inizio (57% positive alla fine giugno). Due mesi e mezzo dopo, l’agenzia ha riconosciuto solo un 28% di risposte positive. Si deduce che il motore di ricerca ha rafforzato la sua politica oppure che le rivendicazioni sono meno rilevanti per la procedura.

Tempo di risposta per le richieste di rimozione url con informazioni personali.

Tuttavia, google, risulta molto più veloce rispetto a prima nel rispondere alle richieste. Attualmente ci vogliono solo 4 giorni in media. Il numero di domande ricevute viene stimato in circa 1.000 a settimana, risulta, quindi, ora in grado di gestire un numero maggiore di casi a settimana.

Google ha, inoltre, creato a fine maggio un proprio formulario di diritto all’oblio. A metà luglio ha dichiarato di aver già ricevuto più di 90.000 richieste…

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