Un laboratorio degli Stati Uniti propone ai futuri genitori di vedere il loro bambino prima ancora che sia concepito con lo scopo di proteggere i bambini del futuro da circa 600 malattie pediatriche. Ma come sapere se il piccolo sarà in buona salute prima del suo concepimento? Secondo il New Scientist, questo sarà possibile grazie agli studi effettuati dall’azienda americana GenePeeks.

Embrione digitale

GenePeeks annuncia che queste tecniche di ingegneria genetica saranno disponibili in due centri di riproduzione assistita entro la fine di aprile: un servizio straordinario brevettato nel mese di gennaio e creato da ricercatori dell’Università di Princeton negli Stati Uniti. Grazie alle tecniche di sequenziamento del genoma umano, questo laboratorio è in grado di creare un embrione digitale combinando virtualmente il DNA della madre con quello dell padre per rilevare possibili malattie genetiche. Ma anche di conoscere il colore dei capelli, degli occhi, e anche la dimensione del futuro bambino.

Utilizzando un programma di algoritmi, Lee Silver, biologo e co-fondatore di GenePeeks, ha progettato un sistema informatico in grado di riprodurre la combinazione genetica che si verifica al momento della fecondazione dell’ovulo dalla madre e degli spermatozoi dei diversi donatori.

Riceviamo la sequenza di DNA da due futuri genitori e simuliamo il processo di riproduzione, creando sperma virtuale e ovuli virtuali. Poi li mettiamo insieme per formare il genoma di un ipotetico bambino. A questo punto possiamo esaminare il genoma ipotetico e determinare il rischio che questo si traduca in un bambino con malattia. Stiamo cercando direttamente questo aspetto e non lo stato di portatore sano. Per ogni coppia di persone che andremo ad analizzare, produciamo 10.000 bebè virtuali” ha detto Lee Silver spiegando come funziona l’operazione.

Vedere il bambino prima della nascita è stato possibile fino adesso solo in qualche film, come ad esempio “Gattaca – La porta dell’universo”, uscito nel 1997. Questa nuova “tecnologia” solleva però evidenti questioni etiche: come essere sicuri che la scelta non si effettuerà esclusivamente su caratteristiche fisiche o in base ad alcuni segni distintivi come il colore degli occhi o dei capelli, e non solo per evitare malattie genetiche? Il confine con l’eugenetica sembra sottile …

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto: