La descrizioni di esperienze extra-corporali vissute durante il coma sono databili a tantissimi anni fa, però, un libro rinvenuto in Francia, mostra un antico trattato medico che parla proprio di questo fenomeno. Il libro è intitolato “Anecdotes de Medicine”, è databile al 1740 e fu scritto da un fisico del nord della Francia, tal Pierre-Jean Monchaux. Egli, in particolare, riteneva che la ragione di queste esperienze extra-corporali fossero dovuti ad un eccesso di sangue nel cervello.

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Il libro “Anecdotes de Medicine”, del 1740, è stato rinvenuto in un mercatino da un dottore e archeologo francese, il quale afferma che, sebbene a livello medico il trattato non sia nulla di rilevante, esso è comunque interessante a livello storico per la possibilità di retrodatare le diagnosi relative alle esperienze extra-corporali. Il libro, infatti, descrive proprio un fenomeno di questo tipo, in un tempo in cui queste esperienze vicine alla morte venivano a collegarsi al sentimento religioso.

Secondo Pierre-Jean Monchaux, in particolare, la ragione per la quale si vivevano queste esperienze era da attribuire ad un eccesso di sangue che affluiva nel cervello, il che provocava alterazione della percezione del tempo, sentimenti di gioia e il ripercorrere della propria vita. Al giorno d’oggi, invece, la medicina moderna ritiene che queste particolari sensazioni che si vivono vicino alla morte sono dovute, al contrario, alla riduzione di sangue e di ossigeno nel cervello.

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