Qualche settimana fa due ragazzine di 12 anni del Wisconsin sono state arrestate con l’accusa di aver accoltellato una loro amica, in un bosco vicino. Quando gli inquirenti hanno domandato loro il perchè del folle gesto, esse hanno risposto che lo hanno fatto per dar prova dell’esistenza di Slenderman, un personaggio creato dalla fantasia di alcuni frequentatori di un forum online. Ma quanto le leggende metropolitane possono influenzare la vita delle persone?

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Di leggende metropolitane ne esistono a bizzeffe e, sebbene di solito siano piuttosto innocue, esse possono far scattare qualche cosa nella mente delle persone. Come ad esempio in quella di due ragazzine del Wisconsin, colpevoli di aver accoltellato una amica per dimostrare che l’immaginario Slenderman esiste, convinte che subito dopo l’omicidio egli sarebbe apparso.

Di per sè, affermano gli studiosi, non c’è nulla di patologico nel far rivivere personaggi inventati, come ad esempio nel caso dei Cosplayer, e per la legge dei grandi numeri può succedere che qualcuno – con qualche disturbo mentale – possa immedesimarsi così tanto da commettere qualche atto folle, ma, al contempo non si può nemmeno pensare di incolpare personaggi delle fiction per le “pazzie” commesse.

Ad ogni modo, dicono gli esperti, si spera che questi eventi, per quanto tragici siano, servano a far capire alle persone di non prendere troppo sul serio queste leggende.

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