MemNet, un algoritmo che ti dice se le tue foto sono indimenticabili
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Durante le feste, pensate di aver scattato LA foto che rimarrà nei vostri ricordi? Per scoprirlo, sottoponete la vostra fotografia all’algoritmo MemNet progettato dal team di laboratorio Computer Science and Artificial Intelligence (SCAIL) del MIT che sembra stabilire quanto un’immagine resti impressa nella memoria delle persone. Il programma analizza l’immagine caricata e crea una mappa di calore che segnala quali parti delle immagini sono ritenute “memorabili” ed assegna ai singoli frame un punteggio.

Memorabilità

Inizialmente, abbiamo voluto scoprire se persone differenti ricordano le stesse immagini o se la memoria di ognuno è unica“, spiega Aditya Khosla, autore dello studio presentato in Cile alla Conferenza Internazionale sulla visione attraverso il computer. Abbiamo trovato che, in media, le persone tendono a ricordare e dimenticare le stesse immagini, una proprietà denominata “memorabilità”. Per fare questo, il team ha presentato una banca di immagini scorrevoli ad un gruppo di volontari prima di eseguire dei test di memoria. Risultato: si ha la tendenza a ricordare di più la gente e i primi piani di oggetti rispetto a delle scene di natura e paesaggi aperti.

Il team ha poi sviluppato degli algoritmi di deep learning (apprendimento profondo) – un campo dell’intelligenza artificiale (AI) che utilizza dei sistemi chiamati “neural networks” (reti neurali) – sistemi che permettono ai computer e alla tecnologia non soltanto di processare numerosi dati elaborando in autonomia delle proprie categorizzazioni, ma di affinare le categorie con l’aggiunta di nuove informazioni. Il programma ha analizzato oltre 60.000 immagini e, gradualmente, ha imparato a rispondere “quasi” come un essere umano.

L’algoritmo lavora collegando i dati, senza però avvalersi di analisi umana. Pertanto non è perfettamente in grado di analizzare e processare informazioni socio-culturali e antropologiche.

Numerose applicazioni

Il team è stato in grado di verificare in via sperimentale che le mappe termiche prodotte dall’algoritmo corrispondono effettivamente alle memorie degli esseri umani.

I membri del gruppo dello studio immaginano già molteplici applicazioni. Nel campo dell’istruzione, per esempio. “Gli studenti hanno difficoltà a memorizzare un sacco di contenuti sotto forma di immagini e di diagrammi. Se riuscissimo a selezionare le immagini più importanti, si potrebbe facilitare il processo di apprendimento.” Perché non progettare un’applicazione per smartphone che migliori le fotografie per renderle più memorabili? Sarebbe una manna per i pubblicitari.

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