Lo sviluppo di una pillola contraccettiva per uomo fa il suo cammino. E’ quasi una corsa tra laboratori visto l’aumento delle diverse iniziative che si sono moltiplicate negli ultimi anni. Ultimo episodio: l’annuncio da parte di un team di ricercatori americani del College of Pharmacy della University of Minnesota di nuovi progressi nella formulazione chimica di un contraccettivo maschile. Certamente la commercializzazione di tale pillola non è immediata, ma il lavoro presentato al meeting della American Chemical Society risulta promettente.

La strategia sulla quale lavorano gli scienziati si basa su dei cambiamenti ormonali. L’idea è di apportare del testosterone in eccesso o un altro ormone (il progesterone) per far abbassare al massimo quello secretato dalla ghiandola pituitaria che favorisce la spermatogenesi. E’ il caso degli ormoni follicolo-stimolanti (FSH) e luteinizzante (LH), la cui carenza può causare la cessazione della produzione di spermatozoi.

Se questa strategia convalidata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità è già stata testata negli ultimi anni su 1.500 uomini, è lontana dall’essere sufficientemente controllata per essere sviluppata su larga scala. Infatti, bisogna superare ancora molte sfide: è necessario un composto che possa essere solubile e che funzioni rapidamente senza diminuire la libido. Infine, un contraccettivo di questo tipo deve essere assunto per anni con un impatto sulla fertilità reversibile, nel caso in cui il “soggetto” desideri finalmente fare un figlio.

Per ora, l’industria farmaceutica ha creato alcuni contraccettivi maschili sperimentali, ma presentano degli inconvenienti. Ad esempio, uno dei composti impedisce una buona fertilità e non è molto solubile, quindi non può essere preso per bocca. “Nessuno desidera iniettarsi un prodotto con un ago una volta al giorno o una volta alla settimana, per la maggior parte della sua vita“, sottolinea il Dott Gunda I. Georg. Esiste già un altro composto sperimentale che può essere assunto per via orale, ma può causare effetti collaterali.

Così, gli scienziati hanno compreso come la struttura chimica dei loro composti sperimentali influiscano le interazioni cellulari di questa sostanza nell’organismo. Un primo adeguamento ha permesso di avere un prodotto più solubile. Un altro cambiamento ha migliorato la stabilità dei composti sperimentali, il che significa che le loro azioni durerebbero più a lungo nel corpo. Al contrario, i due tipi di modifiche hanno anche ridotto l’azione sui recettori della fertilità.

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