Come adattare il latino, la lingua del Vaticano, agli usi e concetti dell’era moderna? Questo è uno dei compiti della Latinitas Foundation, responsabile del lessico ufficiale, nata per favorire lo studio, l’uso, e la diffusione di questa lingua. Nel momento in cui si profila la minaccia sull’insegnamento del latino (e del greco) nell’istruzione secondaria, richiamiamo la missione originaria affidata nel 1992 al cardinale Carlo Egger dalla Latinatas Fondazione: scrivere un dizionario latino creando delle nuove parole per descrivere i concetti più moderni.

Lingua latina

Con più di 15.000 parole nei suoi archivi, la Lexicon recentis Latinitatis consente ai fedeli di perfezionare il loro latino moderno. Con la presenza di bancomat che parlano ed emettono biglietti in latino, massima attrazione turistica per i privilegiati dotati di un pass con cui entrare nello stato del Papa, si capisce l’utilità di un tale approccio in Vaticano.

Così, minigonna si dice tunicula minima, sigaretta diventa istula nicotiana, o ancora computer si traduce instrumentum computatórium. Più controverso, il jazz, inizialmente tradotto nigritarum musica, è stato sostituito da iazensis musica. Sebbene l’uso del preservativo non sia ancora tollerato dalla Chiesa, ha almeno il diritto a una traduzione: tegumembra.

Ricordiamo che Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni nel corso di un Concistoro ordinario con i suoi cardinali, in latino. La giornalista Giovanna Chirri, corrispondente del Vaticano per l’ANSA, che parla correntemente questa lingua, ha compreso prima di tutti il discorso pronunciato da Papa Ratzinger. La Chirri si affrettò a divulgare l’informazione prima della conferma del portavoce. Una situazione – rara – dove la padronanza del latino moderno fa la differenza!

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