Anemone di mare: metà animale, metà pianta.
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Il genoma dell’anemone mostra una strana somiglianza con quello dei vertebrati, ma ha anche caratteristiche presenti solo nelle piante. Si presenta come uno corpo privo di scheletro, con una sola apertura che funge da bocca e una parte sormontata da tanti tentacoli irritanti: l’attinia o anemone di mare non dà l’idea di un animale evoluto.

Anemone di mare

Dal sequenziamento del suo genoma, nel 2007, i biologi hanno scoperto la sua straordinaria complessità per la presenza di geni fortemente somiglianti a quelli dei vertebrati superiori. Recenti studi hanno dimostrato che l’anemone di mare possiede anche geni prossimi alle piante.

L’équipe Ulrich Technau dell’Università di Vienna ha confermato in due articoli pubblicati sulla rivista Genome Research che le attinie hanno nel loro genoma dei geni e degli elementi di regolazione simili a quelli trovati negli animali superiori. Ma la scienza fornisce anche la prova che per certi versi gli anemoni sono più vicini alle piante, soprattutto in termini di microRNA, piccole molecole composte da una dozzina di nucleotidi (le lettere del codice genetico) che svolgono un ruolo importante nella regolazione dell’espressione dei geni nelle piante, negli invertebrati e nei mammiferi.

Le microRNA delle piante sono radicalmente diversi da quelle degli animali con una modalità d’azione significativamente divergente. I ricercatori hanno scoperto un gene nell’anemone di mare che è essenziale per la biogenesi delle microRNA delle piante e che, prima di adesso, non era mai stato trovato in alcun tipo di animale. La sua presenza è una sorpresa per i biologi che si trovano di fronte a un organismo ibrido genetico né animale, né pianta.

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