I cavalli sono originari del subcontinente indiano: è ciò che rivela un nuovo fossile scoperto in una miniera di carbone. I cavalli, come i rinoceronti o i tapiri, appartengono all’ordine dei Perissodattili. Essi hanno la particolarità di avere un numero dispari di dita negli arti posteriori e un apparato digestivo particolare. Gli antenati di questi animali si sono probabilmente aggirati sulla penisola indiana, quando non era ancora attaccata all’Asia: tra essa e l’India c’era un vasto oceano.

Disegno di Cambaytherium

E’ in una miniera di carbone a cielo aperto nel nord-ovest di Mumbai che i paleontologi della Johns Hopkins School of Medicine hanno scoperto più di duecento ossa e fossili appartenenti a diversi animali della stessa specie – Cambaytherium thewissi – datati circa 54,5 milioni di anni fa.

Secondo gli esperti, questo animale facente parte di una specie già nota ma di cui erano sconosciuti solo diversi particolari anatomici, costituisce un anello mancante tra i Perissodattili e gli animali ancora più primitivi. Ciò conferma l’ipotesi che i cavalli, o almeno i loro antenati, sono originari dell’India.

Infatti, in quel periodo il sub-continente indiano era ancora in fase di avvicinamento all’Asia (a partire dal suo staccamento dal supercontinente Godwana): dal momento che la possibilità che i perissodattili si siano originati in Asia per poi colonizzare via mare l’India è molto improbabile, risulta dunque molto più plausibile che questo gruppo di mammiferi sia comparso in una condizione di isolamento geografico, per poi diffondersi in tutto il resto del mondo.

Una possibile spiegazione è che l’India si trovasse nei pressi della penisola arabica o del Corno d’Africa e che un ponte di terra ha temporaneamente collegato i due permettendo agli animali di migrare“, conclude Kenneth Rose, l’autore principale dello studio.

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