Appartenente alla famiglia degli ittiosauri, il Cartorhynchus lenticarpus – dotato di un muso aguzzo e di zampe simili a pagaie – possedeva delle alette che gli consentivano di fare alcune brevi escursioni al di fuori del mare. Gli ittiosauri erano dei giganteschi rettili marini come i plesiosauri e i mosasauri, i cui antenati vivevano a stretto contatto con la terraferma. Alcuni esemplari potevano superare i 20 metri di lunghezza.

Fossile di Cartorhynchus lenticarpus

Ed è proprio a questo rettile lungo solo 40 cm a cui Da-Yong Jiang, paleontologo presso l’Università di Pechino, ha fatto riferimento nello studio pubblicato sulla rivista Nature, che rende questo esemplare uno dei più piccoli esemplari mai scoperti.

Ricostruzione artista di un ittiosauro

Il fossile di Cartorhynchus lenticarpus è stato scoperto in Cina in una roccia sedimentaria datata alla fine del Triassico inferiore, circa 248 milioni di anni fa. Oltre alle sue piccole dimensioni, il Cartorhynchus era dotato di alette eccezionalmente sviluppate somiglianti a quelle delle foche che gli scienziati ritengono fossero adatte per brevi escursioni sulla terraferma. Il primo ittiosauro conosciuto ad avere uno stile di vita da anfibio.

Un altro indizio che indica la sua evoluzione a cielo aperto sono le sue ossa, più spesse degli altri ittiosauri noti agli scienziati. Secondo i ricercatori, questo tipo di ossa gli hanno permesso di affrontare la potenza delle onde che si abbattevano sulle coste, visto che si pensa vivesse su una spiaggia.

Il Cartorhynchus lenticarpus rappresenta un anello mancante tra i rettili e gli ittiosauri marini. Dalle loro ossa, si è potuto constatare che quest’ultimi vivevano in acque più profonde e più tranquille.

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