Le più antiche pietre scolpite, rinvenute nella parte orientale del Kenya, sulle sponde del lago Turkana, hanno 3.3 milioni di anni. Questo è ciò che i ricercatori del CNRS, dell’Inrap1 e dell’Università di Poitiers hanno appena pubblicato sulla rivista Nature. Queste antiche pietre hanno dunque 700 mila anni di più degli strumenti più antichi conosciuti fino ad oggi. E la loro scoperta suggerisce che gli antenati degli ominidi foggiavano già degli strumenti centinaia di migliaia di anni prima che il genere Homo fiorisse.

I ricercatori hanno scoperto più di cento strumenti litici (schegge e frammenti affilati usati per tagliare) che rappresentano la firma di un laboratorio di utensili preistorici molto arcaico. Il tutto riposava in sedimenti risalenti a 3,3 milioni di anni grazie alle tecniche collaudate del paleomagnetismo. In tutto, nel sito, chiamato Lomekwi 3, sono stati rinvenuti oltre 130 manufatti, ha spiegato l’archeologa Sonia Harmand della Stony Brook University, alcuni dei quali pesanti anche più di 10 chili.

Come sono stati realizzati i primi utensili scolpiti?

Gli ominidi ottenevano grossolanamente delle schegge che gli servivano per tagliare, raschiare, ecc partendo da una pietra. Essi scolpivano anche dei grossi massi su cui adeguavano i diversi tipi di taglio. Questi strumenti primitivi, noti con il nome di “mannaia”, si trovano in Asia, in Africa e in Medio Oriente.

La datazione paleomagnetica ha fatto risalire il sedimento a 3,3 milioni di anni fa, ovvero a svariate centinaia di miglia di anni prima rispetto a quello che finora era il più antico giacimento di strumenti litici conosciuto, trovato a Gona, in Etiopia, e datato a circa 2,6 milioni di anni fa – la cosiddetta industria olduvaiana, dalla gola di Olduwai.

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