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Come trattava Neanderthal i suoi morti? Questa domanda ha affascinato i ricercatori perché illumina le capacità simboliche e di cognizione di questo cugino preistorico scomparso da circa 40.000 anni. Sappiamo che a volte li seppelliva, ma dei nuovi scavi testimoniano la pratica del cannibalismo. E utilizzava le loro ossa come strumenti!

Neanderthal cannibale

Un team internazionale guidato dall’antropologa francese Helen Rougier, attualmente alla California State University (USA) ha studiato 99 resti di individui provenienti dalla cosiddetta “Terza caverna” di Goyet, in Belgio, e di questi almeno 5 presentano inequivocabili segni di morsi e di punte affilate usate per rimuovere resti di carne. Le ossa – di quattro adolescenti e di un bambino – hanno mostrato segni di tagli, scanalature e incisioni caratteristiche della macelleria, spiegano i ricercatori sulla rivista Scientific Reports. Molte ossa sono inoltre state rotte forse per rimuovere il midollo presente all’interno e molte altre sono state invece trasformate in utensili.

Ossa di Neanderthal

Ossa di Neanderthal con segni di taglio

Le carcasse di cavalli e di cervi che abbiamo trovato sul sito sono state trattate allo stesso modo“, precisa il direttore di ricerca Hervé Bocherens, dell’Università di Tubinga (Germania). Infatti, i resti sono stati trovati in una sorta di ossario pieno di resti animali, soprattutto di cervi e renne, e risalirebbero a un periodo compreso tra i 40.000 e 45.000 anni fa, poco prima dell’arrivo degli Homo Sapiens nella regione.

Altre prove del cannibalismo di Neanderthal erano già stato trovate in Francia nel 1999, nel sito di Moula-Guercy (Ardèche) e poi in quello di Pradelles (Charente). Anche i resti rinvenuti nelle grotte di Zafarraya e di El Sidron in Spagna mostrano che l’uomo di Neanderthal non disdegnava la carne dei suoi congeneri. Ma questa è la prima volta che questa macabra pratica è confermata chiaramente nel nord Europa, anche se il sito di Spy, sempre in Belgio, lo lasciava già supporre.

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