Un corpo di 20 metri di lunghezza, una bocca di 3 metri con le fauci spalancate e denti di 18 cm (da cui l’animale prende il nome). Sono solo alcune misure appartenenti al Carcharodon Megalodon, o semplicemente Megalodonte, uno squalo preistorico di notevoli dimensioni.

Numero uno dei predatori – nessun’altra creatura era al di sopra di lui nella catena alimentare – dei mari e degli oceani del Cenozoico (era geologica dopo quella dei dinosauri, il Mesozoico), il Megalodonte è apparso circa 28 milioni di anni fa, prima di estinguersi da 2,5 milioni di anni. La causa della sua estinzione? L’ipotesi maggiormente presa in considerazione dai paleontologi è sempre stata il clima. Ma un nuovo studio europeo, condotto da un team dell’Istituto Paleontologico dell’Università di Zurigo e pubblicato sul Journal of Biogeography, invalida questa ipotesi. Al fine di comprendere come un tale predatore all’apice del suo sviluppo si sia estinto senza l’azione diretta dell’uomo, i ricercatori hanno analizzato la distribuzione geografica dei fossili di Megalodonte e il loro numero nel corso di quel corrispondente tempo geologico, a partire da alcuni campioni recensiti nel database di Paleobiologia (una banca dati internazionale, che raccoglie i reperti fossili di tutto il mondo).

Non notando alcun effetto diretto del cambiamento climatico sulla quantità e sulla distribuzione geografica della specie, il team svizzero ha constatato una forte diminuzione del numero di fossili di Megalodonte provenienti dalla fine del Miocene (circa 7 milioni di anni). In correlazione, hanno notato un forte aumento di balene capodogli, orche e squali bianchi preistorici, ma anche un basso numero di balene, la preda principale del Megalodonte. Si è dunque arrivati alla conclusione che non è stato l’arrivo graduale dell’era glaciale che ha portato questo gigante preistorico verso l’estinzione, ma la mancanza di prede e un surplus di specie concorrenti di predatori.

In breve, è giusto parlare di cambiamenti ambientali, e non climatici, a cui possono essere attribuiti la scomparsa del più grande squalo che sia mai esistito.

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