Gli Incas praticavano interventi chirurgici, senza bisturi
Vota questo Articolo

E’ quello che mostrano i molteplici buchi e lesioni notati sui corpi mummificati ritrovati. Da queste scoperte è emerso che gli Incas praticavano l’imputazione delle articolazioni: dopo aver eseguito l’anestesia muscolare con foglie di coca e altre piante, attuavano la mutilazione con l’utilizzo di una lama di ossidiana (pietra nera antisettica). I tessuti venivano poi cuciti con ago di osso o di capelli umani.

AA528183: Archaeology

Uno studio su 150 teschi forati mostra che il 60% di essi presenta segni di solidificazione, che lasciano pensare ad una guarigione“, afferma l’antropologo Denis Bombardier.

Tra gli Chachapoyas, popolazioni andine vissute dal 900 al 1450 d.C., sono state trovate diverse mummie con segni di perforazione nel cranio. Nel XVI secolo, la pratica del cannibalismo rituale e del sacrificio umano praticati dagli Incas hanno permesso loro di avere una conoscenza chirurgica impareggiabile.

Tra i Maya e gli Aztechi, invece, il lavoro chirurgico veniva completato dalle formiche giganti, le cui mandibole pizzicavano i bordi della ferita, chiudendola. Questa metodica veniva utilizzata per congiungere i lembi delle ferite con delle “graffette naturali” che venivano ricavate segmentando l’addome e la mandibola dell’insetto che, restando attaccati alla pelle, chiudevano il taglio del paziente.

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto: