Su Plutone è confermata la presenza di vulcani di ghiaccio
4.3 (86.67%) 3 vote[s]

La missione New Horizons ha confuso tutto quello che pensavamo di sapere di Plutone” ha esclamato Jim Green, direttore del Planetary Science della NASA, durante un meeting dell’American Astronomical Society’s Division for Planetary Sciences, dove sono stati presentati i nuovi dati raccolti dalla sonda americana durante il sorvolo del pianeta nano nel mese di luglio 2015.

Vulcani di ghiaccio su Plutone

I risultati iniziali hanno dato di Plutone un quadro inaspettato: un pianeta geologicamente attivo, coperto di ghiaccio e di rilievi montagnosi e circondato da un cielo blu. Le nuove immagini fornite da New Horizons e combinate per comporre una mappa 3D rivelano che due delle principali montagne di Plutone potrebbero essere dei vulcani di ghiaccio che erano ancora attivi in passato (geologico) recente.

I due criovulcani su Plutone

I due criovulcani su Plutone. I colori corrispondono all’altitudine: alto in marrone, intermedio in verde e basso in blu.

I due criovulcani sono stati avvistati nella pianura Sputnik, una vasta superficie di ghiaccio ghiacciata situata nel lobo sinistro del “cuore” di Plutone. Essi appaiono come “grandi montagne con una profonda depressione al centro, nella parte superiore,” ha precisato Olivier Blanc, ricercatore assegnato al New Horizons al Centre Ames della NASA. “E sulla Terra questo di solito significa una sola cosa: un vulcano“, aggiunge. I due rilievi sono impressionanti: alcuni chilometri di larghezza (una forma circolare di almeno 160 km) per rispettivamente 3.219 e 5.633 metri di altitudine. Essi sono stati battezzati con i nomi Mont Wright e Mont Piccard e, anche se la loro origine può anche essere tettonica, altri aspetti portano a pensare gli specialisti ad una spiegazione vulcanica. Somigliano in tutto e per tutto a vulcani terrestri, tranne che nel contenuto. Erutterebbero ghiaccio, non lava: sarebbero criovulcani simili a quelli già osservati sulla luna di Nettuno Tritone e su altri mondi ghiacciati.

Qui sotto, la posizione del Monte Wright:

Posizione del Mont Wright

ATTIVITA’ RECENTI. Ma se sulla Terra i vulcani esplodono della lava fusa, su Plutone hanno espulso tutta un’altra cosa: una nebbia di acqua ghiacciata, azoto, ammoniaca o metano. È questo velo di materiale che avrebbe coperto l’ambiente intorno al Mount Wright sulla superficie di Plutone e coperto il rivestimento rossastro caratteristico di un tempo. La loro attività confermerebbe anche che il ghiaccio volatile individuato su Plutone riesce a scorrere in modo relativamente facile sopra e sotto alla superficie. Resta da chiarire che cosa guidi la risalita del materiale eruttivo dalla profondità alla superficie. Su Tritone, il meccanismo è dovuto alla attrazione gravitazionale del vicino Nettuno. Ma non è chiaro se Plutone abbia un calore residuo interno (per esempio, dovuto al decadimento radioattivo di elementi risalenti alle origini del pianeta nano) sufficiente ad alimentare attività vulcanica.

Per gli specialisti, questi elementi sono un’altra indicazione a favore della natura vulcanica di questa struttura che indica anche l’esistenza di una recente attività, in termini geologici e astronomici. Bisognerà decifrare i nuovi dati, inviati da New Horizons, per saperne un po’ di più. Dal 5 settembre 2015, la sonda invia verso la Terra delle immagini e numerosi dati scientifici raccolti e conservati nei suoi registratori digitali. Questa fase di “downlink” dovrebbe durare almeno fino alla metà del 2016, riservando, si spera ancora delle belle sorprese.

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto: