Uomini che camminano su Marte? Secondo l’associazione Planetary Society è tecnicamente ed economicamente possibile. All’inizio di aprile, in occasione di un workshop organizzato dall’associazione Planetary Society alla George Washington University, 70 componenti dello USA Space – ingegneri, scienziati, industriali e associazioni – hanno esposto le loro soluzioni per radunare sul Pianeta Rosso un gruppo di persone in meno di 20 anni e nei limiti dell’attuale budget della NASA.

Mars, vol habité

Infatti, se al culmine della Guerra Fredda, la NASA ha potuto spendere più di 110 miliardi di dollari per inviare 12 uomini sulla Luna su cui posero piede per la prima volta, oggi non è più questione di budget stratosferici per l’esplorazione dello spazio. Infatti dal 2024, data in cui la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) dovrebbe restare in funzione prevista per il raggiungimento degli obiettivi scientifici, la NASA potrebbe sperimentare interessanti novità per le missioni dotate di equipaggio.

Riciclare le tecnologie

Con lo stesso budget, quindi, si devono riciclare una serie di tecnologie già sviluppate nei laboratori pubblici e privati, per l’ISS o i precedenti programmi marziani. A partire da Orion, in fase di assemblaggio e collaudo da parte della NASA, che permetterà di raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, la superficie lunare e, in futuro, anche la superficie di Marte. Oppure il motore a propulsione elettrica-solare che verrà utilizzato nel programma ARM (Asteroid Redirect Mission) e che all’inizio del 2020 dovrebbe prelevare una roccia su un asteroide. Entro il 2025, inoltre, potrebbero essere effettuate delle simulazioni nell’ambiente lunare per testare motori e abitacoli.

Acquisire l’esperienza di un lungo viaggio interplanetario

Quindi, secondo gli esperti, dal 2033 sarà possibile mandare in orbita un equipaggio attorno a Marte per un anno e
visitare la sua superficie a partire dal 2039. Il primo passo permetterebbe di acquisire esperienza e di condurre missioni scientifiche. Ma perché non approdare direttamente su Marte dal 2033? Perché l’ingresso nell’atmosfera marziana e il decollo dal Pianeta Rosso sono fasi molto pericolose. Meglio affrontare in primo luogo le uniche difficoltà biologiche e psicologiche di un lungo viaggio interplanetario. Nel frattempo, delle missioni robotiche testerebbero le fasi di rientro atmosferico e di decollo. Anche per la conquista della Luna si è proceduto allo stesso modo, infatti, inizialmente, le squadre si accontentarono di sorvolare il nostro satellite. Durante il primo viaggio, l’equipaggio potrebbe tentare di atterrare sulle lune marziane – Phobos e Deimos – e prelevare alcuni campioni. Questa prima esperienza potrebbe spianare la strada alla missione di atterraggio prevista per il 2039.

La Planetary Society pubblicherà un rapporto sulla possibilità di un viaggio del genere previsto per il futuro in corrispondenza delle campagne per le elezioni presidenziali degli Stati Uniti che si terranno nel mese di novembre 2016.

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