Goodyear e NASA: pneumatici solo per veicoli lunari?
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Saranno dovuti alla collaborazione tra Goodyear, la grande azienda statunitense di pneumatici, e la NASA, l’Agenzia Spaziale Statunitense, i pneumatici senz’aria ?

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Goodyear, un produttore di pneumatici che fa dell’innovazione la propria parola d’ordine, ha dato inizio a un progetto di ricerca con la NASA per la realizzazione di un nuovo pneumatico privo di aria per i veicoli lunari. Del resto le migliori intelligenze di Goodyear e della NASA avevano già negli anni Sessanta collaborato nella progettazione delle ruote per il rover lunare (Lunar Roving Vehicle) della missione Apollo.

Il lavoro è iniziato con la riproduzione di dodici pneumatici identici a quelli utilizzati per il rover. Il gruppo di ricerca aveva a disposizione una gomma “lunare” esposta nel National Air and Space Museum di Washington, D.C. Dall’analisi approfondita dello pneumatico dovevano derivare le decisioni relative alla realizzazione, poiché a questo riguardo la documentazione era alquanto limitata.

Ma questa era solo la prima fase di un progetto per la creazione di pneumatici “rivoluzionari” adatti sì al suolo lunare, ma in grado di fornire suggerimenti anche per l’ideazione di nuovi  pneumatici destinati ai normali autoveicoli terrestri.

Caratteristiche del pneumatico “spaziale”

Il pneumatico per il rover lunare doveva essere progettato in maniera diversa dalle normali gomme utilizzate sulle nostre strade, che non sarebbero riuscite a muoversi sulla superficie lunare irregolare e sabbiosa, e a sopportare carichi estremamente pesanti. Perciò, nel nuovo pneumatico una grande resistenza doveva essere unita a una necessaria flessibilità. Inoltre, per la scelta dei materiali, non era possibile optare per la gomma, che avrebbe risentito delle forti escursioni termiche e avrebbe potuto forarsi in caso di urto con rocce lunari. Per questa ragione è stata creata una particolare struttura adatta al suolo lunare, con una rete costituita da 800 molle circa connesse l’una all’altra, in grado di adattarsi alle irregolarità del suolo senza riscaldarsi, come accade invece agli pneumatici tradizionali, e che in caso di urto, si sarebbe danneggiata solo parzialmente, ma non si sarebbe fermata.

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Quali vantaggi potrebbero esserci per le auto?

Gli innovativi pneumatici per i veicoli “terrestri” non avrebbero i limiti dei tradizionali pneumatici in gomma, ma dovrebbero ad esempio assicurare la trazione anche su sabbia, o in luoghi scoscesi, e soprattutto non dovrebbero forarsi. I materiali li renderebbero molto più resistenti tanto da poter sopportare dei pesi estremamente più elevati e da percorrere distanze molto più lunghe.

Il famoso Spring Tire, presentato da Goodyear nell’edizione del 2015 di Transpotec Logitec di Verona, possiede queste caratteristiche.

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La rete costituita da 800 molle è dotata di una estrema capacità di aderire a qualunque tipo di terreno, anche particolarmente accidentato senza generare eccessive vibrazioni, inoltre dovrebbe poter sopportare pesi dieci volte superiori a quelli dei normali pneumatici di gomma senza surriscaldarsi, e le distanze percorse da questi pneumatici dovrebbero aumentare considerevolmente non essendo sottoposti a usura. Una tecnologia di questo tipo sarebbe molto utile per i veicoli che devono spostarsi su superfici particolari, ad esempio i deserti.

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