Per vivere a lungo bisogna fare sport. Questo è essenzialmente ciò che suggeriscono i risultati di un’ampia analisi australiana realizzata su oltre 200.000 persone. Secondo lo studio pubblicato lunedì 6 aprile 2015 negli Stati Uniti sul Journal of the American Medical Association Internal Medicine, fare dell’esercizio fisico a ritmo sostenuto sarebbe un fattore essenziale per prevenire la morte prematura. I ricercatori hanno seguito 204.542 persone con più di 45 anni, divisi in tre gruppi. In uno sono stati raggruppati i soggetti sedentari, in un altro coloro che eseguivano esercizi di intensità moderata, mentre nel terzo gruppo sono state inserite le persone che facevano regolarmente sforzi vigorosi.

Gli autori hanno scoperto che chi faceva dell’esercizio fisico vigoroso (jogging, ginnastica aerobica e tennis competitivo) avevano una riduzione del 13% del rischio di mortalità rispetto a quelli sedentari e il 9% rispetto a quelli che praticavano uno sport moderato (come nuoto o tennis solo di palleggio).

I benefici dell’attività vigorosa sia per gli uomini che per le donne di tutte le età erano indipendenti dal totale del tempo trascorso dedicato a queste attività”, ha spiegato il responsabile dello studio, Klaus Gebel, del Centro per la prevenzione delle malattie croniche della James Cook University.

I risultati indicano che a prescindere se si è obesi o meno, e che si abbiano o meno malattie cardiache o diabete, se si riesce a svolgere qualche attività vigorosa si possono ottenere significativi benefici per la longevità”, sottolinea lo studio, pur raccomandando di consultare prima un medico se non si è allenati o si hanno patologie che possono aumentare i rischi di un allenamento ad alta intensità.

Per il Dr. Melody Ding del Dipartimento di Sanità Pubblica e Medicina di Comunità dell’Università di Sydney in Australia, questa ricerca indica che l’attività fisica sostenuta dovrebbe essere incoraggiata anche dai medici e dalle autorità sanitarie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le autorità sanitarie degli Stati Uniti, in Europa e in Australia raccomandano che un adulto svolga almeno 150 minuti di attività fisica moderata o 75 minuti di attività vigorosa alla settimana.

L’arresto cardiaco durante l’attività sportiva è raro

Inoltre, un altro studio pubblicato sulla rivista medica Circulation American Heart Association indica che l’arresto cardiaco durante l’attività sportiva di adulti di mezza età e fisicamente attivi è raro. Questa ricerca ha analizzato 1.247 casi di attacchi di cuore in uomini e donne di età compresa tra i 35 e i 65 anni. Ha rivelato che solo 63 malori (il 5%) sono coincisi con un’attività sportiva come il jogging (27%), il basket (17%) e il ciclismo (14%). In due terzi di questi casi, i pazienti avevano precedentemente diagnosticato una malattia cardiovascolare o avevano avuto dei sintomi.

L’autore principale dello studio, il dottor Sumeet Chugh del Cedars-Sinai Institute di Los Angeles, sottolinea l’importanza di insegnare “rianimazione cardio-respiratoria in un momento in cui la popolazione invecchia e la generazione del baby boom è sempre più coinvolta nelle attività sportive per cercare di prolungare la vita“.

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