In Uganda un uomo è morto di febbre emorragica causata dal virus Marburg, del tutto simile all’Ebola e potenzialmente altrettanto pericoloso. Le autorità ugandesi stanno cercando di evitare un’epidemia. Stessa famiglia, stessi sintomi, altrettanto pericoloso… i letali virus sono talmente simili che il primo focolaio di Ebola in Zaire nel 1976  era stato inizialmente scambiato per il Marburg.

Virus de Marburg

| Il contagio da virus Marburg

Un tecnico dei raggi X, presso l’ospedale di Kampala, è morto il 28 settembre. L’uomo ha iniziato ad ammalarsi il 17 e dopo aver ricevuto delle cure è tornato a lavorare prima di essere definitivamente ricoverato in ospedale il 23 Settembre. Le sue condizioni sono repentinamente peggiorate e la febbre emorragica è stata diagnosticata il 27, i test hanno confermato che si trattava del virus Marburg il 30 Settembre, quindi due giorni dopo la sua morte. Sviluppando dei sintomi similari, anche suo fratello é stato isolato, ma non é ancora, ad oggi, stato confermato il contagio da virus su quest’ultimo.

La Autorità ugandesi riferiscono di aver preso tutte le misure di sicurezza necessarie per prevenire la diffusione del virus: un team di epidemiologi è stato inviato nei luoghi frequentati dalla vittima che ha contratto il Marburg. “80 persone, entrate in contatto con il deceduto, sono state individuate e isolate preventivamente“, questo é ciò che riferisce il Ministero della Salute dell’Uganda. Le autorità hanno, inoltre, chiesto alle persone di segnalare eventuali casi sospetti, e il personale ospedaliero é stato addestrato nell’individuare i primi sintomi. “Mantenere la calma, ma essere vigili“, ha ordinato il presidente ugandese in un messaggio su Twitter, aggiungendo “evitate di stringere la mano e collaborate con gli operatori sanitari.”

Fino al 88% dei decessi

Tali precauzioni sono necessarie perché il virus Marburg è il cugino diretto del virus Ebola. E’ stato identificato da dei ricercatori nel 1967 durante un’epidemia in Germania e in Serbia. Le vittime erano state contaminate dalle scimmie verdi importati dall’Uganda. Da allora l’OMS elenca “focolai e casi sporadici”, delle due epidemie, tra il 1998 ed il 2000 nella Repubblica democratica del Congo si contano 128 morti e nel 2005, in Angola, 329 decessi. Un tasso di mortalità del 88% dei casi.

Come l’Ebola, l’ospite naturale del virus sarebbe un pipistrello. Il periodo di incubazione va dai 2 ai 21 giorni e la trasmissione tra gli umani avviene attraverso i fluidi corporei. Contro il virus Marburg non esiste trattamento, nessun vaccino é stato validato per l’uomo contro la febbre emorragica, solo la terapia intensiva per prevenire il deterioramento del paziente.

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