Alcuni ricercatori danesi dell’Università di Copenaghen (Danimarca) hanno trovato delle impronte specifiche, chiamate epigenetiche, che non sono presenti sul DNA di uomini più magri, proponendo una possibile spiegazione del perché i figli di padri obesi sono a loro volta più predisposti all’obesità.

I ricercatori sono partiti dall’ipotesi che il sovrappeso dei padri al momento del concepimento possa favorire l’espressione delle caratteristiche epigenetiche relative al rischio di sviluppare l’obesità nella prole.

Inoltre, queste migliaia di impronte si dimostrano reversibili poiché scompaiono rapidamente tra gli anziani obesi che hanno ritrovato un peso normale dopo aver subito un intervento chirurgico per ridurre la capacità dello stomaco. Queste modificazioni del DNA, chiamate metilazioni, che si riferiscono a dei geni legati all’obesità o al sistema nervoso, potrebbero influire sulla salute o sul comportamento della prole.

Varie analisi avevano già dimostrato che l’obesità paterna dovuta a un’alimentazione indotta da disturbi metabolici, predispone la prima e la seconda generazione all’obesità e al diabete. Più in generale, la scoperta che il DNA degli spermatozoi viene modificato dallo stile di vita suggerisce che le raccomandazioni fatte alle donne che desiderano concepire un bambino possono essere valide anche per i futuri padri.

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