Il melanoma è il quinto tumore più frequente negli Stati Uniti, e i dati recenti indicano un’incidenza in aumento nelle donne giovani. Uno studio retrospettivo pubblicato nel Journal of American Academy of Dermatology suggerisce che le donne a cui è stato diagnosticato un melanoma durante la gravidanza, o nell’anno che segue, sarebbero significativamente più suscettibili ad avere delle metastasi in altri organi e tessuti. Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che queste donne sarebbero più a rischio di recidiva dopo il trattamento.

Eseguire un monitoraggio regolare

Su 462 donne di età inferiore ai 50 anni, è stato diagnosticato un melanoma a 41 donne in gravidanza, o nel corso dell’anno dopo il parto. Tra queste 41 donne, il 20% sono morte a causa dello sviluppo di un melanoma rispetto a circa il 10% del gruppo di controllo (composto da donne non gravide al momento della diagnosi). Nel complesso, gli autori sostengono che la crescente incidenza del melanoma nelle donne sotto i 50 anni suggerisce un controllo medico della pelle e degli auto-esami regolari. Inoltre, nelle donne a cui è stato diagnosticato un melanoma nel corso del periodo della gravidanza, il monitoraggio e il controllo periodico post trattamento sono raccomandati per evitare il ripetersi.

Il melanoma cutaneo è piuttosto raro nei bambini e colpisce soprattutto attorno ai 45-50 anni, anche se l’età media alla diagnosi si è abbassata negli ultimi decenni.
In Italia i dati AIRTUM (Associazione italiana registri tumori) parlano di circa 13 casi ogni 100.000 persone con una stima che si aggira attorno a 3.150 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 2.850 tra le donne. Inoltre, l’incidenza è in continua crescita ed è addirittura raddoppiata negli ultimi 10 anni.
È opportuno ricordare che il melanoma cutaneo rappresenta solo una piccola percentuale (circa il 5%) di tutti i tumori che colpiscono la pelle.

 

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