Le api possono risolvere il problema della calvizie
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Uno studio giapponese pubblicato il 22 novembre 2014 sul Journal of Agricultural and Food Chemistry ha scoperto che il propoli, un prodotto ottenuto dal lavoro delle api, potrebbe stimolare la crescita dei capelli e fornire una nuova pista per il trattamento contro la calvizie. Dimenticate il miele e la pappa reale! Questa volta, la salute dei capelli potrebbe trovarsi proprio nel propoli, un altro prodotto dell’alveare.

Disappearing Bees

Chiamata anche ereditaria alopecia androgenetica, la calvizie maschile colpisce circa il 70% degli uomini di età diverse, provocando una notevole perdita di capelli sulla sommità del cranio e/o ai lobi temporali. Questo tipo di problema è dovuto ad un esaurimento precoce dei follicoli piliferi, una sorte di piccole tasche di epidermide nelle quali penetrano le radici dei peli e dei capelli. Si tratta di un eccesso ereditario di ormoni maschili che accorciano il ciclo di vita di questi follicoli e innescano l’insorgenza della calvizie. I follicoli piliferi hanno principalmente la capacità di rigenerarsi autonomamente, permettendo così la ricrescita dei capelli.

Secondo un esperimento preliminare condotto in Giappone, il propoli potrebbe quindi contribuire a stimolare la produzione delle cellule che, nei follicoli piliferi, partecipano alla ricrescita dei capelli. Un risultato da prendere però con le pinze in quanto lo studio è stato limitato solo a qualche esperimento.

Ottenuto dalle resine raccolte e trasformate dalle api nell’alveare, il propoli (una miscela composta di cera vegetale e cera d’api) è un prodotto già ben noto e utilizzato per le sue proprietà terapeutiche. La sua ricchezza in flavonoidi (composti antiossidanti) e aromatici (galangina, pinocambrine…) conferisce un’azione antibatterica, tanto che i suoi oli essenziali donano un lieve effetto anestetico. Per questo motivo, il propoli è usato per curare le malattie respiratorie, dermatologiche e le infezioni della bocca.

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