Gli smartphone fanno venire il mal di testa? Sì, se si crede alla recente testimonianza di un giornalista di Gizmodo (USA), Adam Clark Estes, che ha dichiarato di soffrire di emicranie strane e piuttosto violente, da alcuni mesi. La diagnosi di un neurologo, il Dr. Myrna Cardiel, è categorica: si tratta di una nevralgia occipitale, un tipo di cefalea che peggiora con il movimento della testa. La causa di questo mal di testa? Stare costantemente a testa in giù per guardare lo smartphone, secondo il dottor Myrna Cardiel, neurologo da 10 anni che ha visto questo tipo di patologie aumentare sempre di più da quando questi dispositivi sono diventati popolari.

Smartphone

Questo problema di posizione della testa correlato all’utilizzo dello smartphone è stato recentemente messo in evidenza anche da uno studio condotto dal Dr. Kenneth Hansraj chirurgo della schiena, e pubblicato sulla rivista Surgical International Technology. Secondo le sue osservazioni, far pendere la testa anche di poco, quando si utilizza il proprio smartphone, accresce la pressione sulle vertebre cervicali nel collo. La pressione che si esercita sulla cervicale potrebbe “portare a un’usura, una degenerazione e a delle possibili operazioni chirurgiche premature“.

Dr Kenneth Hansraj

Tuttavia, questo studio non conferma un legame tra l’uso dello smartphone e l’aumento del rischio di emicrania. Il professor Anne Ducros, neurologo presso l’Ospedale Gui Chauliac di Montpellier, ha spiegato che non vi è alcun nesso scientificamente provato tra l’emicrania e l’uso dello smartphone. Al contrario, può capitare che un singolo paziente dichiari che sessioni telefoniche troppo lunghe (smartphone o anche altro) favoriscano un attacco di emicrania, tra gli altri fattori scatenanti. In questo caso, si deve evitare di stare al telefono troppo a lungo.

E LE ONDE? Secondo il parere dell’Agenzia Nazionale per la sicurezza sanitaria dell’alimentazione, dell’ambiente e del lavoro (Anses) realizzato nel mese di ottobre 2013, l’esposizione alle onde elettromagnetiche non presenta alcun rischio per la salute. L’Anses conta di approfondire l’argomento sugli “elettrosensibili”, quelle persone che dichiarano di essere malate a causa di queste onde, esaminando in particolare tutti i dati disponibili su questo tema, anche a livello internazionale.

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