Giovedi 13 marzo si è tenuta la prima marcia mondiale contro l’endometriosi, una malattia ginecologica che colpisce circa 180 milioni di donne al mondo. L’endometriosi è una malattia poco conosciuta che compare durante il periodo fertile, tra i 16 e i 50 anni. Si stima che attualmente colpisce circa il 10% delle donne e si manifesta in quasi il 40% di coloro che soffrono di dolori cronici pelvici, soprattutto durante le mestruazioni (fonte: Inserm). La prima marcia mondiale è l’occasione giusta per far conoscere l’esistenza di questa patologia invisibile e dolorosa.

Marcia Mondiale Endometriosi

L’endometrio è il tessuto di rivestimento (mucosa) della cavità interna dell’utero. Durante ogni ciclo mestruale l’endometrio va incontro a modificazioni che possono essere suddivise in tre fasi principali: mestruale, proliferativa e secretiva. Durante la fase follicolare del ciclo mestruale, l’endometrio s’ispessisce per prepararsi ad accogliere un embrione nel caso in cui dovesse verificarsi il concepimento. Se non avviene la fecondazione, si rompe e sanguina, provocando delle lesioni o delle cisti ai genitali o al peritoneo.

L’endometriosi non è facilmente riconoscibile perché provoca dolori piuttosto acuti durante il periodo mestruale che possono essere confusi con quelli che subentrano abitualmente in questa fase. Talvolta, proprio per questo motivo, questa malattia viene ignorata sviluppandosi diversi anni prima che ci si accorga di avere questa patologia. Purtroppo l’endometriosi può avere delle conseguenze importanti come l’infertilità, la fatica cronica e l’isolamento.

La diagnosi dell’endometriosi si effettua tramite un imaging accurato eseguito da un medico specializzato (ecografia pelvica transvaginale, risonanza magnetica, colonscopia virtuale e, se necessario, ecografia rettale).

Alcuni segni riconoscibili possono essere: dolori legati al ciclo mestruale che diventano intensi e invalidanti (difficoltà a restare in piedi o a camminare), dolori intestinali o durante i rapporti sessuali, e tracce di sangue nelle urine.

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