Da dove proviene la forfora?
5 (100%) 2 votes

Sebbene non causi prurito, la forfora costituisce un problema fastidioso molto comune poiché incide su quasi il 50% della popolazione mondiale (in maniera più o meno importante). Da decenni, gli scienziati tentano di capire l’origine di questo sgradevole fenomeno. Alla fine del 19° secolo, il microbiologo francese Louis-Charles Malassez disse che la presenza della forfora era legata alla secrezione di un lievito che chiamò “Malassezia“.

Forfora

Nonostante la mancanza di correlazione tra la proporzione di questo lievito sul cuoio capelluto e la gravità del problema, questa ipotesi non è mai stata veramente contraddetta fino allo studio di alcuni ricercatori della Jiao Tong University (Cina) pubblicato nel maggio 2016 sulla rivista Scientific Reports. Secondo quest’ultimi, l’invasione della forfora sul cuoio capelluto corrisponderebbe a una presenza massiccia del batterio Staphylocoque e non di quello di Malassezia.

Uno squilibrio batterico

Per raggiungere questo obiettivo, gli scienziati hanno analizzato il cuoio capelluto di 363 soggetti tra i 18 e i 60 anni, che non lavavano i capelli da due giorni, utilizzando una tecnica di sequenziamento genetico per individuare le popolazioni batteriche presenti in ogni soggetto. Analizzandone il DNA, si sono accorti che non erano i lieviti a fare la differenza, bensì i batteri. I due più comuni trovati sulla testa dei volontari erano ceppi di Propionibacterium e Staphylococcus. Ma se nelle persone senza forfora i Propionibacterium costituiscono il 71% della flora e gli staffilococchi il 26%, nei produttori di forfora gli equilibri sono diversi, con i Propionibacterium al 50% e gli staffilococchi al 44%.

Gli autori dello studio hanno anche scoperto che la superficie del cuoio capelluto con forfora è meno idratata e che l’apporto di sebo – una sostanza oleosa secreta naturalmente dalla pelle e dal cuoio capelluto – era meno importante del cuoio capelluto “sano”. Una causa o una conseguenza della forfora? I ricercatori non lo sanno. “Ci sono probabilmente diversi fattori coinvolti nella comparsa di questo problema“, spiega al New Scientist il dottor Bernie Hudson dell’Università di Sydney, Australia. Scoprire la causa potrebbe portare a trattamenti più efficaci. Fino ad oggi, il più efficace è lo shampoo antiforfora a base di zinco piritione, con proprietà antimicotico e anti-stafilococchi, ma i risultati non sono ottimali per tutti. La prossima fase di questo lavoro sarà quello di sviluppare un nuovo tipo di trattamento capace di ripristinare l’equilibrio tra i batteri Stafilococchi e i batteri propionici.

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto: