I risultati di due studi clinici pubblicati lunedì 22 febbraio 2016 mostrano che un anello vaginale con all’interno un nuovo microbicida permette di ridurre di circa il 30% in media il rischio di infezione da parte del virus dell’AIDS (HIV) nelle donne. Questi anelli, ispirati a quelli utilizzati per la contraccezione o per i trattamenti ormonali, contengono l’antivirale sperimentale dapirivine che si diffonde progressivamente.

Destinato ai paesi in via di sviluppo

Il Dott Zeda Rosenberg, direttore dell’International Partnership for Microbicides (IPM) e colui che ha presentato i risultati degli studi, ha specificato che l’uso di questi anelli ( che dovrebbero essere cambiati ogni mese) è di particolare interesse per le donne nei paesi in via di sviluppo, dove i tassi di infezione da HIV sono alti, e dove si possono avere maggiori difficoltà a convincere gli uomini a usare il preservativo.

4.588 donne siero-negative del Malawi, Sud Africa, dell’Uganda e dello Zimbabwe, di età compresa tra 18 e 45 anni, hanno partecipato tra il 2012 e il 2015 a due studi clinici di fase 3 chiamati “The Ring” e “Aspire”. L’IPM ha precisato che le donne che hanno usato l’anello vaginale hanno ridotto il rischio di infezione da HIV dal 27% al 31% rispetto a coloro che hanno avuto un effetto placebo. E gli anelli si sono dimostrati molto più efficaci nelle donne sopra i 25 anni, in cui hanno ridotto il rischio di infezione del 61% nello studio Aspire e del 37% nel secondo studio, The Ring. Questa differenza è dovuta al fatto che le donne più mature usano gli anelli più regolarmente.

Questi risultati danno una nuova speranza a molte donne ad alto rischio di infezione che hanno bisogno di alternative per proteggersi efficacemente dall’HIV“, ha sottolineato il dottor Rosenberg. “Le donne hanno bisogno di un mezzo discreto per proteggersi dal virus e che agisca su lunghi periodi“, ha detto il dottor Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), che ha finanziato la sperimentazione Aspire, pubblicata sul New England Journal of Medicine.

I risultati di entrambi gli studi sono stati presentati in occasione della Conferenza sui retrovirus e sulle infezioni opportunistiche (CROI – Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections), che si è tenuta a Boston (USA) dal 22 al 25 febbraio 2016. Secondo il National Institute of Health (NIH), circa 37 milioni di persone vivono con l’HIV in tutto il mondo, di cui più della metà sono donne.

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto:

Share and Enjoy !

0Shares
0 0 0