Questa macchina assomiglia a un grosso acquario, si chiama “Sustain” e crea vento e onde gigantesche. Rappresenta un investimento di 15 milioni di dollari, ai quali bisogna aggiungerne altri 47 per l’edificio che lo ospita. Sustain è 6 volte più grande del simulatore precedente mai costruito: misura 23 metri di lunghezza e 6 metri di larghezza e quasi 2 metri di profondità.

Quando Brian Haus, il principale responsabile scientifico di Sustain, ha acceso il motore da 1.700 cavalli si è sentito un fortissimo rombo e hanno cominciato ad agitarsi 144.000 litri di acqua. Delle onde di colore blu-verde sbattevano lentamente sul vetro della vasca. Poi, crescevano progressivamente fino ad agitarsi quando il vento della ventola assumeva e raggiungeva la forza di un uragano (categoria 5), con velocità fino a 251 km/ora. Poco dopo, una casa in miniatura verde e bianca veniva colpita dalle enormi onde per simulare su vasta scala i danni subiti dagli edifici lungo la costa.

Secondo Paul Wilson, responsabile della ditta di progettistica Risk Management Solutions a Londra, mettere dei sensori su case in miniatura come nel simulatore Sustain può essere un notevole aiuto per gli scienziati perché li aiuta a studiare come queste strutture siano influenzate dalle tempeste e dagli uragani. Anche altri gruppi, come ad esempio l’Insurance Institute Business & Home Safety (IIBHS), con sede in Sud Carolina, ricreano venti forti, grandinate e persino degli incendi utilizzando come modelli delle case a grandezza naturale che vengono sottoposte a delle forti sollecitazioni.

L’esempio forse più eclatante dell’uragano che ha smentito i migliori meteorologi è stato Wilma nel 2005, in Messico. Wilma resta il più potente uragano atlantico mai registrato: la sua intensità è passata dalla categoria 2 a 5 in pochissime ore. Fece decine di morti e provocò decine di miliardi di dollari di danni. Avendo vissuto Wilma e Katrina nello stesso anno, ancora più devastante in Louisiana e nel Golfo del Messico, Brian Haus si è ripromesso di trovare il modo per capire meglio la fisica della potenza degli uragani e, in particolare, come il calore accumulato negli oceani possa alimentare l’energia delle tempeste.

A Miami lavorano numerosi scienziati specializzati nella ricerca sulle tempeste e sui cicloni. La città è sede del National Hurricane Center (NHC) e del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Quest’ultimo e la U.S. Air Force inviano regolarmente nel cuore degli uragani degli aerei per studiare eventi meteorologici quali uragani e tifoni.

Argomenti simili all'articolo che hai appena letto: