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Domenica 21 settembre, ambientalisti, scienziati e gente comune si è riunita nelle strade delle città più importanti per dare vita alla marcia per il clima. Questa manifestazione, che ha toccato la sua più alta punta a New York, dove l’adesione è giunta a 300 mila presenze, si è tenuta per manifestare il dissenso della popolazione al cambiamento climatico che si sta avendo, in maniera piuttosto veloce, negli ultimi anni. Presenti alla manifestazione anche numerosi scienziati.

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Da New York a Roma, dall’Australia al Parigi, sono state numerosissime le persone che hanno partecipato alla marcia per il clima. Scopo della manifestazione è stato quello di far sentire la voce della popolazione mondiale che non vuole i cambianti climatici prodotti dall’inquinamento e dall’emissione di gas che, in questi anni, si verificano sempre più di frequente. In prima linea, per marciare insieme ad ambientalisti e gente comune, questa volta c’erano anche gli scienziati.

Mike Green, professore di ecologia presso l’Università del Colorado, ha spiegato il senso della partecipazione di esponenti del mondo della scienza a questo genere di manifestazione, dichiarando come sia importante, per la coscienza comune e per la scelta della politica internazionale, la conoscenza della questione climatica anche a livello scientifico: “è giunto il momento”, afferma Green, “che scienziati smettano di avere un ruolo passivo e mostrino le loro scoperte e conoscenze”.

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