Se ci basiamo su una nuova tecnica di datazione delle rocce, il Grand Canyon potrebbe essere più vecchio di quanto si è pensato finora. L’analisi di questo nuovo metodo si chiama “termocronometria” ed è capace di  tracciare una sorta di storia termica della superficie rocciosa.

Grand-Canyon

Uno studio della University of Colorado di Boulder effettuato sui minerali di grano di apatite contenuti nel Grand Canyon occidentale e orientale collocano la nascita della zona di West Valley a circa 70 milioni di anni prima di quanto creduto fino adesso, mentre lo stesso metodo applicato alla parte orientale del Grand Canyon conferma la sua creazione a 5 e 6 milioni di anni fa, età finora avanzata dagli scienziati per l’intera area.

Grazie alla tecnica termocronometrica, gli scienziati sono riusciti a ricavare la storia del raffreddamento del Grand Canyon orientale. Applicando il modello ai dati della parte occidentale, i risultati hanno mostrato che questa ha vissuto un antico evento di raffreddamento già 70 milioni di anni fa, quando la sua profondità era vicina a quella attuale.

Nel caso del Grand Canyon si è dunque scoperto che la concentrazione di elio 4 aumenta, mentre quella di elio 3 rimane stabile. Il rapporto 3He/4He è indicativo del tempo trascorso dall’inizio del raffreddamento.

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