La piccola isola di Pediatorkope, nel sud-est del Ghana, è uno dei luoghi più poveri del paese. L’isola, che non è collegata alla rete elettrica nazionale, nella notte è immersa nel buio più totale. Ma adesso gli studenti della scuola elementare di Pediatorkope possono studiare nelle ore notturne grazie all’energia che generano di giorno durante la ricreazione: facendo ruotare un tornello in ferro, una turbina collegata a una batteria permette di caricare le lampade a LED.

Tornelli nel Ghana

Queste lampade, dotate di un’autonomia di 40 ore, vengono distribuite ai bambini permettendogli di riunirsi nel tardo pomeriggio per fare i compiti. Secondo Gerson Kuadegbeku, insegnante nella scuola, questo metodo ingegnoso, sviluppato dalla ONG americana Empower Playgrounds (che opera nel paese dal 2007) ha già portato dei miglioramenti.

Il Ghana, seconda potenza economia dell’Africa occidentale, è paralizzata da una crisi energetica senza precedenti, che rallenta l’attività economica. A volte, le interruzioni di corrente possono durare fino a 24 ore. Il governo, molto criticato per non essere stato in grado di mantenere la crescita economica di questo paese che ha iniziato a produrre petrolio nel 2010, ha firmato di recente nuovi contratti con alcune aziende elettriche private. Ma la situazione può richiedere molto tempo per migliorare e, nel frattempo, la domanda di generatori elettrici aumenta. A causa del calo dell’attività, alcune aziende hanno minacciato di lasciare il paese, mentre altre hanno dovuto licenziare del personale. Il mese scorso, il principale partito di opposizione, il Nuovo Partito Patriottico (NPP), è sceso in strada per protestare contro la paralisi delle aziende e per reclamare al presidente John Dramani Mahama delle soluzioni immediate.

Se la situazione è così preoccupante nella città di Accra, la capitale del Ghana, nelle aree rurali è ancora peggio. E proprio in queste zone povere, i bambini, sono spesso obbligati ad aiutare i genitori di giorno con i loro lavori agricoli dopo la scuola e costretti a svolgere i loro compiti durante la notte. Grazie ai produttori di energia elettrica dei tornelli, gli studenti che abitano nelle zone più povere nutrono la speranza di poter proseguire gli studi oltre la scuola primaria, afferma George Thompson, direttore del progetto Empower Playgrounds.

Dopo il successo di questi “rimedi ecologici”, la ONG ha istituito sull’isola una piccola unità produttrice di energia solare da cui possono attingere i residente con il versamento di una piccola somma (in cedi), oltre essere dotati di una batteria che permette loro di accendere un paio di lampade.

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