Gli iceberg giganti svolgono un ruolo importante nel ciclo del carbonio
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Nell’Oceano Australe, attorno all’Antartide, galleggiano liberamente decine di iceberg. Tra questi, vi sono dei giganti che arrivano ad avere una superficie di 300-700 chilometri quadrati. Il loro ruolo è fondamentale nello sviluppo del fitoplancton e nel sequestro di carbonio atmosferico. Il fitoplancton è costituito da microrganismi fotosintetici che producono gran parte dell’ossigeno che respiriamo. È alla base delle reti trofiche oceaniche e svolge un ruolo essenziale nel controllo del clima, soprattutto pompando il CO2 dall’aria.

In un articolo pubblicato sulla rivista Nature Geoscience, un team dell’Università di Sheffield, in Gran Bretagna, sostiene che questi iceberg giganti giocano un ruolo molto importante nel ciclo del plancton. Gli iceberg giganti che si staccano dall’Antartide possono contribuire a rallentare il riscaldamento globale. Lo studio ha analizzato l’effetto di queste enormi masse di ghiaccio vaganti sul ciclo del carbonio degli oceani dell’emisfero meridionale. Questi oceani hanno una parte significativa nel ciclo globale del carbonio, dato che in essi è sequestrato il 10 per cento di tutto il carbonio che le acque marine riescono a sottrarre all’atmosfera.

Questa ricerca indica che la produttività del fitoplancton è notevolmente aumentata non solo immediatamente attorno all’iceberg, ma anche fino a diverse centinaia di km dalle sue sponde e questo effetto persiste per almeno un mese dopo il suo passaggio! Quando gli iceberg si sciolgono e rilasciano nelle acque il ferro e gli altri minerali e nutrienti che contengono, fertilizzano gli oceani, poiché il fitoplancton se ne appropria per crescere e moltiplicarsi. Tuttavia diversi studi condotti sulle acque intorno a icerberg di piccole dimensioni avevano indicato che questa fertilizzazione dava un contributo modesto alla crescita del fitoplancton e al sequestro di CO2 atmosferico.

Analizzando le immagini degli oceani meridionali riprese da satellite con telecamere che permettono di risalire dalle lunghezze d’onda della luce riflessa alla densità del fitoplancton presente nelle acque, Grant Bigg e colleghi hanno scoperto che nel caso degli iceberg giganti – ossia di lunghezza superiore ai 19 chilometri – le cose vanno diversamente. Per un raggio compreso fra e quattro e le dieci volte la lunghezza dell’iceberg, infatti, i livelli di clorofilla nelle acque – che indicano la concentrazione di fitoplancton – risultano drasticamente aumentati. Questo effetto di fertilizzazione permane in quelle acque, come già detto, per almeno un mese dopo il passaggio del colosso di ghiaccio.

L’Oceano Meridionale svolge un ruolo significativo nel ciclo globale del carbonio ed è responsabile di circa il 10% dello stoccaggio totale del carbonio negli oceani, attraverso un insieme di processi biologici e chimici, compresa la crescita del fitoplancton.

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