Uno studio effettuato da CLOUD (Cosmics Leaving Outdoor Droplets) realizzato dal CERN e pubblicato lo scorso 16 maggio sulla rivista americana Science, ha rivelato che gli alberi sarebbero necessari per la comparsa delle nubi nel cielo perché i vapori che le piante emettono si ossidano nella nostra atmosfera permettendogli di combinarsi con l’acido solforico: le particelle ottenute crescono diventando dei nuclei di condensazione attorno ai quali si formano goccioline di nubi.

Foresta in Ecosse

L’acido solforico proviene dal biossido di zolfo, generato nella maggior parte attraverso dei combustibili fossili. Il suo ruolo nella comparsa delle nubi è fondamentale, ma lo studio ha dimostrato che non partecipa da solo alla loro formazione. In effetti, contrariamente a quanto pensavano i ricercatori, il suo ruolo deve essere combinato ai vapori prodotti dalle attività degli alberi affinché si possa osservare questo processo.

L’acido solforico è dunque uno degli ingredienti principali di questa formazione, ma non è l’unico. L’esperienza dimostra che gli ioni prodotti dai raggi cosmici favoriscono questo tasso di formazione solo quando le concentrazioni di acido e di vapori sono basse.

Jasper Kirkby, portavoce di CLOUD, ha commentato: “Se ci è voluto così tanto tempo per capire quali vapori sono responsabili della formazione di nuove particelle nell’atmosfera, è perché queste sostanze sono presenti in piccole quantità“.

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