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Domenica 22 Febbraio 2015 la Tokyo Electric Power (TEPCO), il gestore della centrale nucleare giapponese di Fukushima, ha annunciato il rilevamento di una nuova perdita di acqua altamente radioattiva. Un portavoce della società ha precisato che i sensori collegati a un tubo di scarico delle acque piovane e delle acque sotterranee hanno misurato dei tassi di radioattività fino a 70 volte superiori rispetto ai valori già elevati registrati sul sito e superato diverse barriere di contenimento poste attorno alle cisterne che contengono il liquido.

Fukushima Daiichi in Giappone

Questi tassi, registrati nella mattinata, sono gradualmente scesi durante il corso della giornata, ma sono rimasti a dei livelli allarmanti. Di conseguenza, la linea di scarico che porta al mare è stata interrotta perché non si può escludere che abbia raggiunto le acque dell’Oceano.

Un’ispezione effettuata in loco non ha rivelato alcuna anomalia nei giganteschi serbatoi di stoccaggio dell’acqua contaminata e in una dichiarazione rilasciata martedì 24 febbraio 2015 la TEPCO precisa “di non avere nessun motivo di pensare che i tanik di stoccaggio del liquido contaminato si siano dispersi nelle acque.” Mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) ha espresso preoccupazione per il crescente volume d’acqua più o meno contaminata immagazzinata in queste cisterne, la cui affidabilità purtroppo non è garantita.

I serbatoi di stoccaggio dell’acqua sono stati ispezionati e fortunatamente non hanno rivelato alcuna anomalia. Questo risulta da una dichiarazione rilasciata martedì 24 febbraio 2015 dalla TEPCO che precisa “di non avere nessun motivo di pensare che i tanik di stoccaggio del liquido contaminato si siano dispersi nelle acque.” Ma l’Agenzia Internazionale dell’Energia Atomica (AIEA) ha espresso invece preoccupazione per il crescente volume d’acqua più o meno contaminata immagazzinata in queste cisterne, la cui affidabilità purtroppo, secondo loro, non è garantita.

Il direttore dell’équipe dell’AIEA, Juan Carlos Lentijo, ha tuttavia accolto con favore i “progressi significativi” compiuti dalla sua ultima missione nel 2013 sul sito della centrale compromessa dal terremoto e dallo tsunami dell’11 marzo 2011. Lo smantellamento dei quattro reattori più danneggiati che fanno parte dei sei che compongono l’impianto nucleare di Fukushima Daiichi, si effettuerà in tre o quattro decenni: una vera sfida.

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