L’11 marzo 2011, il terremoto del Giappone e lo tsunami che è seguito, hanno causato l’interruzione dell’alimentazione elettrica della centrale nucleare di Fukushima. Senza elettricità, il sistema di raffreddamento non ha potuto svolgere la sua funzione e il cuore dei tre reattori della centrale è entrato in fusione parziale, causando il disastro noto a tutti. Gli ingegneri del MIT (Massachusetts Institute of Technology) hanno presentato un nuovo concetto di centrale nucleare che in futuro potrebbe evitare tali conseguenze.

Centrali che galleggiano

Questo nuovo progetto è stato presentato in un seminario organizzato dall’American Society of Mechanical Engineers. Si basa sull’installazione di un impianto petrolifero off-shore che permette lo sfruttamento di giacimenti di gas naturali e di petrolio in mare aperto.

Nella loro presentazione, i tecnici spiegano che, anche in caso di black-out totale, il raffreddamento dei reattori sarebbe assicurato dall’acqua del mare circostante, evitando così la fusione delle barre di combustibile. Nei piani presentati, la custodia che contiene il cuore di un reattore è in gran parte sommersa e vanta anche di un potente assorbimento termico dell’oceano.

In mare aperto, gli tsunami sono molto meno violenti. Le onde acquistano la loro potenza distruttiva vicino alle coste terrestri. Le centrali off-shore, che sarebbero installate tra gli 8 e i 10 chilometri dalle coste, sono immuni a questo tipo di eventi. Di fatto, non ci sono grandi differenze con gli impianti esistenti, fatta eccezione delle condizioni di sicurezza che il mare aperto impone visto il loro posizionamento, che dovranno essere decisamente più drastiche a differenza delle piattaforme petrolifere.

Si tratta di una “proposta molto interessante e promettente“, ha detto Toru Obara, professore del Laboratorio di Ricerca per i reattori nucleari presso il Tokyo Institute of Technology. “Penso che questo progetto possa essere tecnicamente possibile. Ovviamente, sono necessari ulteriori studi, ma gli autori hanno risposte ad ogni domanda e queste risposte sono realistiche.”

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