Il lavoro è la salute? Non ne sono sicura, se mi attengo al sondaggio recentemente pubblicato dalla società Withings, specializzata nella produzione di dispositivi per rivoluzionare il controllo della condizione fisica e del benessere. Dei 3.500 utenti intervistati, quasi tre quarti indicano di trascorrere la maggior parte del loro tempo lavorando da seduti.

I lavori d’ufficio sono tra i meno mobili che ci siano. In testa alla classifica delle occupazioni con i dipendenti più sedentari, si aggiudicano il primo posto gli avvocati con una proporzione del 28% di sedentari, in testa insieme con i taxisti e i camionisti. A seguire i consiglieri finanziari (26%) e gli impiegati di ufficio o assistenti (25%). Più di un quarto degli impiegati fanno quindi meno di 4.000 passi al giorno, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ne raccomanda 10.000. I professionisti della salute, come ci si potrebbe aspettare, sono consapevoli dei rischi connessi allo stile di vita sedentario, visto che contano il 23% di sedentari.

All’altra estremità della scala, tra le occupazioni più attive, troviamo dei mestieri che richiedono più movimento, come i cuochi (con solo il 6% di sedentari), gli operai edili (8%) e i giornalisti (9%). Con gran sorpresa, questo studio rivela che donne si muovono generalmente meno all’interno della loro professione rispetto agli uomini. Camminano una media di 4.878 passi al giorno, contro i 5.743 passi degli uomini.

Stile di vita sedentario: quale rischio?

La posizione da seduti presenta due grossi inconvenienti: provoca meno dispendio energetico e aumenta la pressione sanguigna. Due effetti che combinati portano a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Pertanto, il rischio di morte prematura sarebbe maggiore del 15% in una persona che sta seduta per più di 8 ore al giorno (40% superiore per una persona che sta seduta 11 ore al giorno), rispetto a qualcuno che passa quattro ore seduto.

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