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Papa Francesco ha preso di mira i giovani di oggi invitandoli a non sprecare il loro tempo su “cose ​​futili” come chattare su internet o con gli smartphone, guardare la soap opera alla televisione ect. Egli sostine che i “prodotti del progresso tecnologico” che portano i bambini, i giovani a passare troppo tempo online, distraggono l’attenzione da ciò che è importante nella vita… e come dargli torto…

Pope Francis meets Italian Mercy Movement at St.Peter's Square

L’ente che regola le comunicazioni del Regno Unito Ofcom ha pubblicato dati recenti, dando il messaggio opposto, ha celebrato la nascita di una generazione “tech-savvy” nato a cavallo del millennio e ora in grado di navigare il mondo digitale con facilità.

Ora nasce il dilemma su cosa sia per i giovani internet: perdita di tempo e inutile? O loro sono i primi a beneficiare delle meraviglie dell’era digitale?

Questo dibattito imperversa: quindici anni fa, quando i bambini venivano criticati perché guardavano troppa televisione (ricordate quei giorni?), si é loro chiesto di descrivere quello che facevano durante la giornata dopo la scuola, le statistiche affermavano che da sei anni di età a diciassette, in una buona giornata, potevano uscire e vedere i loro amici; in una giornata brutta rimanevano bloccati a casa a guardare la televisione.

Perché non potevano uscire e vedere i loro amici ogni giorno? Senza mettere in discussione il fascino della televisione, la risposta sta nella ansie dei genitori verso bambini che col tempo é notevolmente peggiorata…

Nel 2013 si é osservato che i bambini sono molto meno in grado di muoversi liberamente rispetto al passato. Ciò è particolarmente vero per i bambini delle scuole elementari, che spesso non sono più autorizzati ad andare a scuola o giocare senza supervisione come succedeva una volta. La loro indipendenza in via di sviluppo, il loro tempo passato a giocare, le loro opportunità di socializzazione sono tutte notevolmente ridotte rispetto alle infanzie delle generazioni precedenti.

Ci sono poche prove che i bambini scelgono di rimanere a casa con la tecnologia digitale, invece di uscire. In effetti, sembra più probabile che un mondo sempre più ansioso – alimentato dal panico morale verso l’infanzia – sta invitando i genitori a trattenere i loro figli a casa e quindi on-line. E poi, ad accumulare l’ironia, la stessa società che produce, promuove e fornisce tecnologie per i bambini li incolpa anche di trascorrere troppo tempo con loro…

Il monito del Papa é più che giusto ma bisognerebbe intervenire alla radice del problema perché di sicuro non sono i bambini che vogliono rimanere costantemente online ma se non hanno alternative…

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