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Lavorare per un lungo periodo con orari irregolari accelera l’invecchiamento cognitivo. E’ il risultato di uno studio franco-britannico pubblicato martedì 4 novembre sull’Occupational and Environmental Medicine, una nota rivista medica.

Lavoro con orario irregolare

Mentre il lavoro notturno e i turni (soprattutto se irregolari) sono già sospettati di giocare un ruolo importante nella comparsa di ulcere, malattie cardiovascolari e alcuni tumori, i ricercatori hanno cominciato a studiare il loro impatto anche sulle capacità cognitive. Per dieci anni, hanno seguito 3.000 impiegati in tutti i settori di produzione nel sud della Francia, di età compresa tra 32-62 anni, la metà dei quali avevano lavorato seguendo dei turni di lavoro per almeno 50 giorni durante l’anno.

Le loro capacità cognitive (memoria, attenzione, velocità di reazione) sono state misurate in tre riprese  – nel 1996, 2001 e 2006 – con dei test neuropsicologici. Lo studio ha rivelato che, coloro che avevano svolto la loro attività con orari irregolari per dieci anni o più, presentavano un declino cognitivo più rapido e un cervello più vecchio di sei anni e mezzo rispetto gli altri.

Jean-Claude Marquié, ricercatore del CNRS (Centre National de la Recherche Scientifique) a Toulouse e ideatore dello studio, suggerisce diverse soluzioni per mitigare questi effetti tra cui una “sorveglianza medica personalizzata” e una migliore organizzazione del lavoro per favorire gli “orari del sonno” proponendo, ad esempio, di cominciare a lavorare alle 6 del mattino piuttosto che alle 4.

Sempre più diffuso in diversi profili professionali, il lavoro con orari irregolari è stato oggetto di numerosi studi negli ultimi anni. L’alternanza irregolare del lavoro diurno con quello notturno è stato classificato nel 2007 dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come “probabile” cancerogeno, mentre uno studio svedese del 2011 ha dimostrato che il lavoro di notte raddoppia il rischio di sclerosi multipla tra i giovani.

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