Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica PLoS ONE rivela che le persone hanno la tendenza a dire di aver visto un cambiamento anche quando non ne sono sicuri, dando la falsa impressione che siano in grado di percepire queste alterazioni, anche quando in realtà non possono. L’anticipazione da parte del soggetto avviene nell’arco di una manciata di secondi, un tempo abbastanza breve da far ipotizzare che esista una spiegazione scientifica non ancora nota a questo fenomeno. Alcuni ricercatori australiani dichiarano di aver trovato prove per sfatare quest’idea di percezione extra-sensoriale (ESP) o “sesto senso“.Sesto-senso

L’interesse di Piers Howe, noto scienziato dell’Università di Melbourne in Australia, è stato sollecitato quando uno studente gli si avvicinò confidandogli di avere una specie di sesto senso. Howe inizialmente era scettico, ma successivamente, grazie alla collaborazione dell’Università di Psicologia di Melbourne, decise di testare un gruppo di studenti universitari mostrando loro due immagini con lievi modifiche l’una dall’altra.

Il team ha mostrato a 48 persone la prima foto per 1,5 secondi, seguita da una pausa di 1 secondo, prima di rivelare l’altra immagine. I partecipanti a questo punto dovevano indicare se ci fossero differenze tra le foto e, in caso affermativo, dovevano specificare quali fossero. Ma gli studenti non sono stati bravi a individuare le varie differenze, anche in presenza di grandi modifiche, come la rimozione da una foto di un grande cappello messicano. Da questo esperimento, il dottor Howe ha dedotto che il cervello ha rilevato cambiamenti solo nei parametri visivi che utilizza per capire una scena – come l’oscurità, il colore, la verticalità o il contrasto – ma non ha tradotto la capacità della persona di verbalizzare ciò che era realmente cambiato.

Non si è trattato quindi della scoperta di un vero sesto senso quanto piuttosto della individuazione di una zona del cervello in grado di elaborare in modo sofisticato le informazioni derivanti dai nostri soliti cinque sensi. Chiamare quindi sesto senso questa facoltà è improprio. Quello che si è scoperto è invece che in una determinata area del cervello risiede un sistema di allarme, che ci avverte per tempo quando qualcosa non va o quando qualche nostra azione potrebbe compromettere la nostra incolumità. Si tratta quindi di una specie di campanello di allarme che ci fornisce informazioni utili per aggiustare la “rotta” dei nostri comportamenti e metterci al riparo dai pericoli.

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