Secondo recenti ricerche il matrimonio è collegato a numerosi benefici per la salute a differenza della “semplice” coabitazione. Pare, in particolare, che esser uniti dal vincolo del matrimonio consenta di ridurre lo stress: la differenza, con le coppie che vivono “soltanto” insieme, sembra da ricercare nella assenza di impegno che contraddistingue quest’ultime.

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Jim Cohan, uno psicologo dell’università della Virginia, ha portato avanti questo studio compiendo diverse analisi che hanno messo a confronto coppie sposate con coppie conviventi. In particolare, il test cui si sono sottoposti partner sposati, partner che coabitano soltanto e coppie gay, si è svolto tramite una piccola scossa di elettroshock per vedere il tipo di reazione che il cervello mostrava quando ogni persona aveva, o meno, accanto il proprio partner.

I risultati della ricerca hanno dimostato che, quando la persona soggetta alla scossa stringeva la mano del proprio coniuge l’ippotalamo aveva una ridotta risposta celebrale rispetto al caso in cui tenevano la mano di un estraneo o di nessuno. I partner conviventi, invece, reagivano peggio allo stress. Le coppie gay che, invece, pur non essendo legalmente sposate si consideravano come coniugi, avevano la stessa reazione delle persone sposate.

Secondo lo psicologo, dunque, le coppie che coabitano soltanto non hanno quella concezione di “impegno” che consente loro di affidarsi totalmente al proprio partner, il che, conseguentemente, fa tenere sempre sotto allarme il cervello che tende così a rilassarsi di meno.

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