Alcuni ricercatori di Grenoble hanno dimostrato che i videogiochi violenti sono generatori di stress e di pensieri negativi che portano ad assumere comportamenti ostili nei confronti di chi li circonda.

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Per la realizzazione di questo studio sono stati invitati a giocare per 20 minuti a un videogioco violento (Condemned 2, Call of Duty 4 o The Club) o a un gioco d’azione di difficoltà equivalente tipo una simulazione di gara di auto (S2K Superbike Dirt 2) ottantasette studenti. Successivamente gli è stato chiesto di leggere un testo sul genocidio curdo in Iraq durante la dittatura di Saddam Hussein. Nel corso di questa lettura, le loro voci sono state registrate per essere poi analizzate da un programma informatico in grado di misurare i microtremori delle corde vocali, tradendo i loro livelli di stress.

Secondo questo misuratore vocale, i partecipanti che avevano giocato a un videogioco violento erano più stressati degli altri. Laurent Begue, co-autore dello studio e professore di psicologia sociale presso l’Università Pierre Mendes-France di Grenoble conferma l’effetto crescente di stress di questi giochi, quindi, se si è alla ricerca di un passatempo che rilassi, il videogioco violento non è l’opzione più ovvia.

Questa però non è la prima volta che Laurent Begue cerca di dimostrare una certa pericolosità di questi giochi. Nel 2012 la sua équipe aveva realizzato uno studio simile in cui i giocatori erano stati invitati a leggere due scenari ambigui e ad immaginare il seguito della storia. Il risultato fu che i videogames aumentavano effettivamente i livelli di aggressività e di pensieri negativi nei giocatori.

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