Giustificare le atrocità altera la memoria
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Le torture e le atrocità vengono spesso minimizzate da chi le effettua. Adesso, però, dei ricercatori hanno rivelato come il tentare di giustificare il comportamento di un componente del proprio gruppo altera letteralmente la memoria. Degli studiosi hanno, infatti, compiuto dei test su alcune persone facendo loro ascoltare delle storie di guerra da parte di afghani e americani, mostrando come se i crimini venivano raccontati da persone del proprio gruppo sociale venivano più facilmente giustificate.

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Una particolare ricerca ha permesso a degli studiosi di mostrare come la memoria può essere alterata dal tentativo di giustificare alcune azioni criminali qualora queste vengano poste in essere da persone appartenenti al proprio gruppo sociale. Il test ha previsto che un gruppo di persone degli USA dovessero ascoltare storie di crimini di guerra perpetrati da soldati americani e afghani. Mentre il primo ascolto contemplava anche il racconto delle giustificazioni, il secondo no.

Ciò che gli esperti hanno scoperto è stato che, dopo aver sentito tutte le storie, una volta che le persone dovevano ripeterle, queste tendevano a dimenticare le giustificazioni date dai soldati afghani per i loro crimini, mentre ricordavano le giustificazioni fornite dagli americani.

In altre parole, quando chi raccontava apparteneva allo stesso gruppo sociale degli ascoltatori, quest’ultimi ricordavano meglio tutti quei particolari che consentivano loro di giustificare, in qualche modo, il comportamento del consociato.

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