Esiste l’algoritmo dell’amore?
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E se l’amore fosse solo una questione di matematica? E’ già il caso di alcuni siti di incontri, dotati di algoritmi censiti per aiutare il contatto tra le persone con affinità e mescolando diversi criteri. Ma due ricercatori del Luxembourg Institute of Socio-Economic Research (LISER) hanno avuto l’idea di andare oltre quei criteri. Al di là dei gusti e dei colori, dell’analisi della navigazione o della popolarità (il numero di messaggi ricevuti da una persona), Arnaud Dupuy e Alfred Galichon hanno sviluppato un modello matematico basato sull’economia.

In effetti, trovare l’anima gemella non sarebbe altro che una variante dei comportamenti osservati nell’economia sull’attrattività. Ben lontano dal colpo di fulmine che offusca i sensi, “la maggior parte di noi procede ad una valutazione basata su un elenco di controllo mentale delle qualità che cerchiamo in un marito o in una moglie. In altre parole, eseguiamo una transazione economica perché cerchiamo l’offerta migliore per noi stessi, facendo corrispondere le nostre caratteristiche con quelle di un’altra persona“, spiega Arnaud Dupuy Liser. In questo contesto, il matrimonio non è niente di meno che un mercato.

Il modello ideato dai due ricercatori calcola un valore denominato “bene comune” che corrisponde a “una misura di benessere del rapporto e della preferenza reciproca”. Esso integra dieci fattori che conciliano attributi puramente fisici e caratteristiche comportamentali e socio-economiche: l’indice di massa corporea accanto al livello di istruzione, il livello di estroversione o lo stato di salute sperimentato dalla persona. In realtà questi criteri provengono da un sondaggio campione effettuato tra il 1993 e il 2002 sulle famiglie della DNB, Banca Centrale dei Paesi Bassi. Ogni criterio non influisce solo sulla scelta di un partner. I ricercatori dimostrano che l’attrattiva deriva da un compromesso tra diversi criteri, ponderati in modo diverso a seconda delle caratteristiche della persona che si ha di fronte.

Nel 2012, un certo Chris McKinlay, studente in matematica presso l’Università della California di Los Angeles ha deciso di hackerare il sito di incontri OKCupid per accedere ai dati concernenti le donne eterosessuali e bisessuali tra i 25 e i 45 anni che vi erano iscritte. Dopodiché ha progettato un algoritmo in grado di ordinare e identificare per lui le candidate più idonee e ottenere diversi appuntamenti. Solo all’88° tentativo ha trovato l’anima gemella e fino all’inizio del 2014 i due erano ancora insieme. L’amore è dunque una formula matematica? Pensate agli 87 fallimenti che McKinlay ha dovuto subire!

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