Ogni persona ha un livello di sviluppo dei propri sensi diverso dagli altri. Mentre qualcuno, infatti, può avere una vista o un udito superiore ad altri, qualcun altro può avere un maggior senso del gusto. Si tratta, in particolare, dei supertaster, persone che provano il senso del gusto in maniera molto più intensa della media della popolazione. Ma come facciamo a capire se anche noi siamo supertaster?

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Nel lontano 1953, Arthur Fox, un chimico, produsse accidentalmente una nuvola di una sostanza denominata PCT. Quando essa arrivò alla sua bocca, egli non sentì alcun sapore, quando la polvere, invece, giunse nella bocca del suo collega, egli affermò di sentire un sapore fortemente amaro. Ciò indusse il chimico a supporre che ognuno recepisse i gusti in maniera diversa, e che, soprattutto, qualcuno ha un senso del gusto più spiccato degli altri. La ragione di ciò, a seguito di studi che si sono susseguiti in questi anni, dipende sia da questioni genetiche che anche dal numero delle papille gustative presenti in bocca: chi ne ha meno di 15 e un “cattivo” gustatore, chi ne ha tra 15 e 35 è nella media, chi ha più di 35 papille gustative è un supertaster.

Una prova, per capire se si è supertaster, è, ad esempio, capire se si sente una forte amaro nel gusto del caffè, dei broccoli o dei cavoletti di Bruxelles.

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