Che cosa causa il mal di mare?
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Più che di mal di mare, è più esatto parlare di malessere da movimento. Perché che si tratti di una corsa su strada, in mare o in aria, i problemi che sorgono sono dovuti alla stesso meccanismo: un conflitto tra i diversi dati sensoriali trasmessi al cervello durante un viaggio. I viaggi in mare sono generalmente più favorevoli ad innescare i segni caratteristici della cinetosi, quella serie di disturbi che sopravvengono a seguito di spostamenti o viaggi su mezzi di trasporto: vertigini, nausea, vomito, mal di testa, salivazione eccessiva, sudore freddo…

La malattia dei trasporti, o cinetosi, è dovuta principalmente alla mancata corrispondenza tra la percezione visiva, il sistema muscolare e il sistema vestibolare dell’orecchio interno che controlla il senso dell’equilibrio. In altre parole, la cinetosi è causata da uno squilibrio. Curve, sballottamenti, turbolenze, ma anche rallentamenti e accelerazioni… Questi movimenti indotti dalla modalità di trasporto – e risentiti dal viaggiatore – sono mal interpretati dal nostro cervello. Questa risposta cerebrale inadeguata è legata a un conflitto tra le informazioni fornite dagli occhi e quelli dati dal vestibolo, l’organo dell’equilibrio situato all’interno dell’orecchio. Il problema è che questi movimenti sono sentiti più velocemente dall’interno dell’orecchio che dagli occhi e dai recettori sensitivi dei muscoli. Così, il centro dell’equilibrio riceve in breve tempo dei messaggi in parte contrastanti, che non può gestire correttamente.

Il nostro senso dell’equilibrio si basa su una sincronizzazione sensoriale. Ed è per questo che abbiamo l’abitudine di consigliare a chi soffre di mal d’auto di guardare la strada. I viaggi in mare sono più propensi a causare la cinetosi per il numero e la natura dei movimenti causati dall’acqua. Lo stesso vale anche in aria, complicando ulteriormente il compito del nostro cervello. Il disturbo tende ad attenuarsi via via che aumentano i viaggi o se ne prolungano  i tempi.

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