L’alcol tende a favorire il russare. E, fenomeno meno noto, contribuisce anche a degradare la qualità del nostro sonno. Russare è il risultato di un’interruzione del flusso d’aria che provoca delle vibrazioni anomale della faringe durante l’inspirazione, dovute a un restringimento delle vie aeree superiori (palato molle, ugola, tonsille, lingua…).

Questo fenomeno può essere aggravato dall’essere in sovrappeso. E’ soprattutto la perdita della tonicità dei muscoli dilatatori della faringe durante il sonno che provoca il restringimento delle vie aeree.

Ma cosa c’entra l’alcol in tutto questo? E’ molto semplice: le bevande alcoliche esercitano un effetto vasodilatatore che accentua il rilassamento muscolare. La vasodilatazione è una dilatazione dei vasi sanguigni che provoca il rilassamento della muscolatura liscia delle pareti di questi vasi. Meglio quindi evitare di consumare alcol prima di andare a dormire, soprattutto se si ha già una tendenza a “russare” durante la notte.

Inoltre, l’alcol interferisce sulla qualità generale del sonno. E non solo a causa del russare. L’impressione che possiamo avere addormentandoci più facilmente dopo un pasto un po’ troppo “alcoolico” è fuorviante. Infatti, se l’alcol può accelerare la fase del sonno – soprattutto per coloro che hanno generalmente difficoltà ad addormentarsi – disturba l’alternanza dei cicli di sonno profondo e leggero. Inoltre, in uno studio pubblicato a gennaio sulla rivista The Research Society on Alcoholism, i ricercatori australiani hanno dimostrato che il consumo di alcol prima di dormire stimola l’attività cerebrale, compromettendo allo stesso tempo il riposo. Infatti, gli encefalogrammi dei consumatori di alcol mostrano una maggiore attività delle onde specifiche allo stato di veglia.

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